Il sig.marcoz si confessa
“Generalmente, infatti, determinati eventi condizionano anche un gran numero di persone, animando in loro quei sentimenti improvvisi, quali la compassione e la solidarietà per i più sfortunati, che la peggior casistica di morti al giorno sulle nostre strade non riesce a stimolare.”
Sì, sappiamo bene quanto poco la sfiorino simili eventi abituali, sig. marcoz.
“Naturalmente, visto sotto un profilo esclusivamente utilitaristico, questo è un bene, perché altrimenti saremmo costretti a un lutto emozionale costante, con tutti i problemi che ne deriverebbero.”
Abbiamo capito il concetto, sig. marcoz, non occorre ripeterlo.
“Tuttavia, le risposte differenziate che vengono date a seconda della quotidianità o della eccezionalità di fatti dolorosi, pongono alcuni importanti interrogativi sui meccanismi delle nostre reazioni emotive e sulla effettiva caratura delle nostre interazioni morali; soprattutto, dovrebbero ispirarci una consapevole prudenza, nei momenti in cui il gruppo sociale a cui apparteniamo si aspetta – direttamente o indirettamente – una manifestazione pubblica del nostro coinvolgimento.”
Si rassicuri, sig. marcoz, normalmente il gruppo sociale a cui apparteniamo si accontenta di molto meno: gli è sufficiente non leggere certi post disumani.
“Diversamente, cioè non adottando tale cautela, le probabilità di far ricorso all’ipocrisia aumentano sensibilmente“.
Come già detto, caro marcoz, la società si accontenta di molto meno, le basta che si eviti di utilizzare certi eventi per dei post che gli autori ritengono divertenti: o il suo ristretto, particolarissimo gruppo sociale esige un simile ironico tributo?
PS. Resta un’altra possibilità: quella di far ricorso ad una particolare forma di ipocrisia, il dare dell’ipocrita agli altri per giustificare certe proprie, volutamente disumane, esibizioni. E’ un equivalente appena più elaborato del tradizionale “tirare il sasso e ritirare la mano”.
Tu sottovaluti l’editto bulgaro che impedisce a Marcoz di venire qui a commentare liberamente.