Skip to content

Chi di lingua ferisce, di lingua perisce

07/10/2011
by

Se c’è una cosa che non possiamo assolutamente negare, è che Monsieur red.cac. abbia il pallino della lingua francese, a giudicare da come il Nostro infiora continuamente i suoi commenti e i suoi post con espressioni del Gallicus sermo, stile vecchio intellettuale russo da salotto.  Ieri però il Nostro ha voluto avventurarsi sconsideratamente per i perigliosi sentieri della lingua anglosassone, ch’egli stesso ha ammesso di non masticare molto:  riportandone, com’era prevedibile, questa sonora batosta in risposta al commento di un lettore:

Vox Populi

6 ottobre 2011 at 20:52

Lei si sbaglia di grosso, signor red. cac.

Io voglio una grande Italia omogenea.

La quetione Meridionale si risolve a colpi di riforme radicali.

Il Federalismo e’ una delle tante proposte intelligenti.
Insieme alla lotta al Parassitismo, alle Mafie, al Clientelismo generallizato e alla Corruzione.
Anche in America, in UK, in Francia e in Germania e nell’Ital;ia del Nord ci sono Mafie, Clientelismo, Parassitismo e Corruzione:

MA NON SONO FENOMENI endemico-PATOLOGICI.

Did you catch the difference?

red. cac.

6 ottobre 2011 at 21:46

Posso aver fallato, ma la prenda a calci Lei la differenza, così la vedo meglio.

No, non ci siamo proprio, red.cacchio, “to catch” in inglese significa “prendere”, “catturare”, non “dare calci”:  tant’è vero che il predecessore dello sport – si fa per dire – chiamato “wrestling” si chiama proprio “catch”, ossia “presa”:  nome derivato dal fatto che la costante di tale disciplina era – ed è, nel suo odierno erede – appunto l’afferrare, o cercare di afferrare,  l’avversario per gettarlo a terra sul ring e tenerlo sotto per il tempo sufficiente a vincere l’incontro.  Non solo, ma mi risulta, visto che Lei sembra un esperto di pesca – di cosa, a questo punto, è sin troppo chiaro – che in tale ambito esista una specifica pratica chiamata “Catch and Release”, ossia “Cattura e rilascia”, consistente nel catturare il pesce e lasciarlo poi libero, anziché ucciderlo.  Ma forse, là nel Suo bugliolo, Lei era troppo impegnato a prendere, dopo averli deposti, altri oggetti, assai meno appetibili dei pesci e dall’inconfondibile color marrone, per concentrarsi – non dico tanto, ma almeno un minimo – sull’idioma albionico:  “dar calci”, “calciare”, in  inglese si dice “to kick”, Monsieur – o la devo forse chiamare κυρία? Qui però – per dirla con Monsignor della Casa – l’unica cosa che è stata calciata è il Suo povero culo, Madame.

PS:  il cognome di quel celebre politico si scrive Colajanni, non “Colaianni”: abbia almeno pietà della storia patria, red.

Annunci
13 commenti leave one →
  1. il Duca permalink
    07/10/2011 4:14 pm

    Stavo pensando, dopo aver letto l’ultimo loro editoriale su Galatea:
    perchè questi non si fanno i casi loro?
    Che problemi di natura squisitamente psicologica hanno, così da perdere inutilmente ore e ore , giorni e giorni , anni e anni per scrivere, in una peraltro talora passabile prosa gaddiana, i loro velenosi gossip da vecchie zitelle acide?
    Costa tanto andare da un buono psichiatra? (magari sistemico: ci vanno in 4 e pagano i/4 di parcella ognuno). Cribbio!

    PS: CHE FINE HA FATTO GIANS?

    PPS Vox populi, vieni con noi!

    • Top Ganz permalink
      07/10/2011 5:26 pm

      1) Lasci stare Nox Populi, Duca caro, che se lo tengano caro i topgonzi, visto che ne è stato attratto qual moscone da escremento. Ma forse lei di Nox Populi ha letto solo i commenti di quel thread. Ad ogni modo non può mica bastare una blanda polemica con un topogonzo per guadagnarsi l’arruolamento tra i frequentatori graditi di questo blog.

      2) Anch’io, trovo ossessivo e inspiegabile l’accanimento dei topgonzi su Galatea, e mi pongo la sua stessa domanda. Quello che penso del blog di Galatea io l’ho già scritto, anche a domicilio. Ritengo cioè che, dopo un periodo iniziale in cui poteva risultare di un qualche interesse frequentarlo e commentare, da un certo punto in poi la cosa è divenuta perfettamente inutile: la titolare è tutta ripiegata su se stessa, interessata tuttalpiù al numero dei peana che certi suoi frequentatori abituali riservano ai suoi post. Per il resto, puoi scrivere quel che vuoi a commento: al massimo (e non c’è bisogno di arrivare all’insolenza) ricevi un breve invito, se non ti va bene, a frequentare altri blog. Gli altri commentatori non se lo sognano nemmeno di leggere i commenti di chiunque altro e se tu provi a commenatre uno dei loro, o non danno il minimo segno di sé, o reagiscono come di fronte ad un ragno peloso. E se un blog non è discussione e confronto, al massimo è un libro, e anche di quelli belli sciatti. E’ il motivo per cui da quel genere di blog mi ritiro sempre in buon ordine, preferendo ad essi di gran lunga Dante o Tex Willer. I topgonzi, evidentemente no. Loro non trovano miglior passatempo che leggerseli tutti i post di Galatea, compresi certi suoi pipponici sfoggi di pretesa arte affabulatoria che – ad essere sinceri – non riserverei neanche al mio peggior nemico. Tutto al fine, tipicamente topgonzico, di addrizzare non so che banane. Aiutetemi, cos’è che si ritrovava nella poesia del Pascoli? ….ah, sì: “l’indeterminatezza pascoliana”. Ecco, sì, diciamo pure che le ragioni dell’interesse malato dei nostri per Galatea possiamo farle rientrare in una non meglio precisata “indeterinatezza topgonziana”.

      3) Stia attento Duca carissimo, ché ad usare ironie condite di termini psichiatrici e psicanalitici si incorre nelle terribili ire di Erasmo Gattapelata, che li ha in particolare dispetto, trovandoli soprattutto decisamente demodé. Mmmmhhh, lei non sa quale perigliosissimo mare si sia risolto a navigare.

      • 07/10/2011 5:37 pm

        La verità è un’altra: il buon vecchio in pubblico e il patetico perspicuo in privato si sono messi in
        testa di farle la corte sino al punto da rendersi insopportabilmente molesti (in particolare il vecchio satiro invadeva con i suoi commenti i post di Galatea al punto da irritare i commentatori per la sua pesante maleducazione). Lei ha capito subito con chi aveva a che fare; infatti con garbo ed ironia li prendeva platealmente in giro; poi quando hanno continuato ad essere sempre più pesanti perché non capivano di essere tollerati per umana pietà, hanno esagerato, come al loro solito, sino a quando lei è stata costretta a cacciarli definitivamente. Questo episodio li ha fatti impazzire di rabbia al punto da comportarsi come degli spasimanti respinti. Sanno di aver fatto una figuraccia cosmica e da allora covano rabbia per lo smacco subito e per questo motivo vorrebbero vendicarsi di lei.

      • il Duca permalink
        08/10/2011 9:05 am

        Beh, Top, io credo che non vada fatta “di tutta l’erba in faccia.” 🙂
        Galatea scrive meglio di tanti colunmist dei giornali. Potrebbe benissimo essere pagata. Poi, ovviamente, non sempre le cose che scrive sono di livello. Ma chi non scrive cazzate, certe volte?
        Quanto al narcisismo: beh, è tipico dei blogger. Non ci vedo nulla di male. Oltretutto è una cifra del nostro tempo.

      • Top Ganz permalink
        08/10/2011 9:48 am

        Per carità, Duca caro, nessuno vuole impedire a Galatea di scrivere e di scrivere quel che vuole, magari anche bene. Però siamo in democrazia, e anche a me nessuno può impedire di preferire Dante, Pennac e Tex allo spendere il mio tempo (prezioso quanto il tempo di ogni essere umano) fra i cicisbei di Galatea. Per giunta, io leggo ormai relativamente poco, almeno rispetto ad alcuni anni fa, quando neanche l’etichetta della carta igienica sfuggiva alla mia esegesi alle vongole, e ho sempre letto poco i contemporaneissimi, dicendomi sempre: ma come, non conosci ancora bene Calderon de la Barca, Wedekind e decine di altri classici, e mo vuoi perder tempoi a leggere roba come Baricco e la Tamaro!?

        P.S. Vede bene che faccio tuttaltro che d’ogni erba un fascio: il termine “cicisbeo” per indicare un fan di Galatea credo – ma posso sbagliare – sia di origine nientemeno che topgonzica.

  2. 07/10/2011 4:29 pm

    Presto dedicherò un post, forse due, anche a questo, caro Duca.

  3. 07/10/2011 4:59 pm

    Il Patetico avrebbe contestato questo post con il suo inimitabile: ” Non hai capito!”

  4. 07/10/2011 5:13 pm

    Bella domanda Duca, perché non si fanno gli affari loro? Perché non sanno come trascorrere le loro inutili e grigie giornate. Non avendo una vita degna di essere vissuta ficcano il naso nella vita altrui per poterle giudicare dall’alto della loro supponenza. Emblematico quello che afferma il patetico erasmuccio in un commento dal sapore paranietzscheano nel quale esprime tutto il suo disprezzo nei confronti dei cosiddetti intellettuali: “Userei, pertanto, la dizione “sinistra amatoriale“, nel senso dispregiativo che ha in inglese il termine amateurish. Gente poco seria, approssimativa, presuntuosa e ignorante. E gregge”.

    P.S. Non c’è che dire: il patetico erasmuccio dà un perfetto ritratto di se stesso.

    • Top Ganz permalink
      07/10/2011 5:39 pm

      Pretende di saper d’inglese, l’infelice. Ma ignora, il perspicuo bifolco, che in italiano quel che lui vorrebbe intendere è reso da aggettivi come “dilettante”, “inetta”, “incompetente”, “impreparata”, “acculturata”, ecc., assai meglio che da quelli faticosamente estratti dal suo fagottino culturale.

  5. il Duca permalink
    07/10/2011 5:46 pm

    Non sottovaluerei l’identificazione proiettiva. Mai e poi mai, Signori.
    Ma su questo, non posso dilungarmi, almeno oggi.
    O forse mai, “dacché un colloquio noi siamo ” *

    *Ovviamente Voi, Don Peppino carissimo, saprete donde traggo la citazione. Ma ditemi, inoltre, in quale delle due capitali del Regno avete studiato? E su cosa Vi addottoraste?

    In Vostro Onore, Gentilissimo, allego questo bell’inno del Vostro amato Stato:

    • Top Ganz permalink
      08/10/2011 9:53 am

      Duca, lei arriva tardi ma mi conforta assai. Io la sindrome proiettiva, a quasi tutti i topgonzi – sia pure alla cacciatora – l’ho diagnosticata in occasione di decine di accessi acuti.

  6. il Duca permalink
    07/10/2011 5:50 pm

    Questa invece la dedico al Buon Jazz.
    Non senza una qualche amicale ironia :

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: