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Da Jazztrain riceviamo e volentieri pubblichiamo: L’angolo di Cazztrain

24/10/2011
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Qualcuno che è convinto di essere un brillante umorista paragonabile al grande Achille Campanile cura uno spazio che è stato battezzato L’angolo di Cazztrain.  Con umorismo raffinato, paragonabile a quello di un modesto comico quale Enrico Beruschi, il nostro buffissimo autore ha storpiato il mio nick da Jazztrain in Cazztrain, pensando così di suscitare l’ilarità generale per la battuta profonda e originale, senza rendersi conto che una battuta simile potrebbe suscitare una tremenda ondata di suicidi.  Sopra la testata troviamo la foto di un ciuchino, si presume pertanto che Cazztrain sia il nome dell’animale.  Non si capisce per quale motivo si utilizzi la foto di un asino e non quella di un treno come sarebbe logico. Mistero! Probabilmente l’autore si riferisce al fatto che l’asino, parafrasando De Andrè, è un animale “la cui dote tra tutte le virtù è quella più indecente”, come è stato mirabilmente raccontato dal grande scrittore latino Apuleio nella sua opera intitolata L’asino d’oro; oppure vi è una sottile citazione dello Shakespeare di Sogno di una notta di mezza estate, quando Titania si innamora di un uomo con la testa d’asino (che vi sia una sottintesa metafora sessuale da parte del bardo?).  Comunque sono questioni di lana asinina, pardon di lana caprina.

In questa mini rubrica, lo spirito di patata dell’ autore ci delizia con i parti immaginifici della sua fervida e fantasiosa mente. Inventa di sana pianta un’amicizia tra Tissot e Kant,  parla con cura maniacale di onanismo e di altre corbellerie nelle quali dimostra di essere un insuperabile esperto del settore, deliziandosi e sbrodolandosi per il frutto delle sue profonde cogitazioni. Infatti, dopo aver abortito, pardon partorito, si premura di colorare le sue sentenze con il classico giallo evidenziatore affinché il lettore possa soffermarsi e caso mai provare umana pietà per le penose battute del nostro estensore.

Oggi ha vergato di suo pugno questo capolavoro: “Ieri il sig.Berlusca ha difeso a spada tratta il sig.Train contro il sig.Sarko e la sig.ra Merkel. Licenzialo, dicevano i due transalpini (sic! n.d.r.). No, non lo licenzio, ribatteva il sig.Berlusca, perché è uno come me: se ne fa quattro per volta. Più tardi, il sig.Letta, che sa sempre tutto, ha sussurrato alcune parole all’orecchio del sig.Berlusca. Il sig.Berlusca non si sapeva capacitare: “cribbio, e io che gli avevo proposto uno scambio di fidanzate!”

Non è fantastica? Credo che la battuta più riuscita sia quella dei due transalpini, non certo l’ imitazione stile Bagaglino del Berlusca.  Magari in futuro le barzellette potrebbero iniziare così: Due transalpini, uno tedesco ed uno francese…”

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17 commenti leave one →
  1. 24/10/2011 5:59 pm

    In ogni caso, meglio “onanista furioso” che emerita testa di cazzo, come qualcuno di nostra conoscenza…

  2. 24/10/2011 6:02 pm

    Se la Merkel è transalpina allora io sono lombardo!
    🙂

  3. 24/10/2011 6:13 pm

    Quest’altro imbecille non scherza per le castronerie che scrive. Leggete qui, lasciamo perdere la forma, non infieriamo: “Archetipo solo in quanto dipendente pubblico.” Perché, non è anche lui dipendente pubblico? Non è stato forse assunto a tempo indeterminato dallo stato?

  4. Top Ganz permalink
    26/10/2011 11:03 am

    Il transalpino Erasmo (il suo motto è che si è sempre transalpini di qualcuno) di là da Frine non demorde, né più né meno che l’ultimo giapponese nella jungla dell’isola sperduta. Facciamo qualcosa, ragazzi. Non vorrei che alla fine, quando null’altro avrebbe senso, fossimo costretti, se non proprio a gettargli una bombetta atomica, a farlo pietosamente abbattere da un esperto cecchino.
    Pensate un po’, il poveretto riferisce di far divertire con quel thread – tramite non si sa bene chi o cosa – un sacco di intelligentoni suoi pari, i quali non fanno che scrivergli fiumi di e.mail da mezzo mondo, incitandolo ad insistere nella cosa, che però, agli occhi della gente di buon senso, altro non rimane che una penosa opera di auto-annichilimento.

  5. jazztrain1 permalink
    26/10/2011 11:14 am

    Ho già perso abbastanza tempo con questo qui, non ho alcuna intenzione di perderne altro a cercar di cavar inutilmente il sangue dalle rape. Che se la canti e se la suoni da solo questo cialtrone affetto da megalomania.

  6. 26/10/2011 3:12 pm

    Sono d’accordo con Jazz, lasciamo che l’essere in questione si autoannichilisca per consunzione, perché alimentarlo? Io tra l’altro non riesco a connettermi alla tana di Frine, probabilmente il mio pc ne ha troppo schifo. Dedicherò più tardi a Enteroclasmo il disonore di un post.

    PS: tra poco troverete un avviso importante in bozza.

    • Top Ganz permalink
      26/10/2011 5:37 pm

      Certo, certo. Lasciamolo cuocere in quella diarrea, a stracotto, limitandoci ad aggiungere silenziosamente un po’ d’orina ogni tanto. Fino a quando non sarà cotto a puntino, tenero come labbra di vergine, e non si metterà a gridare sconsolato. “M’hanno rimasto solo, ch … quei quattro cornuti!”.

  7. jazztrain1 permalink
    26/10/2011 3:26 pm

    Dialogo tra analfabeti della cinematografia.

    “parsifal
    26 ottobre 2011 at 15:58

    Per la cronaca, la storiella del pulcino nella merda viene dal film “Il mio nome è Nessuno”. Ovviamente il topo si è perso la parte della morale che lo riguarda direttamente:

    “Ma soprattutto, quando sei nella merda fino al collo, stai zitto!”

    Erasmo

    Nel thread lì da Frine (che sta diventando famoso) c’è stato uno scambio di battute fra me e i fessi sull’origine della barzelletta (perché di questo si tratta). Siccome io avevo detto cheil topo l’aveva preso da un film di Leone, si è scatenata una bagarre filologica da fessi, a conferma del mio assunto reale: non ha importanza da quale film citi, è la citazione non ironica da film (o da canzone) che ti qualifica come fesso.
    Fra parentesi, dopo furioso Wikicompulsare, anche il sig.Topo era arrivato a “Il mio nome è nessuno”, che però non mi pare sia un film di Sergio Leone.
    In realtà, negli anni ’70 i film italiani, specie le commedie all’italiana e gli spaghetti western, pescavano a piene mani nel repertorio barzellettistico. E quella che cita il Topo è una vecchia barzelletta, che io avevo sentito molto prima che uscisse il film.

    Replica

    Nulla di più errato, la barzelletta (sic!) citata da Top Ganz proveniva dal film di Ken Russell intitolato Messia selvaggio, uscito nel 1972, un film dedicato allo scultore vorticista Henry Gaudier. Non possiamo pretendere cultura cinematografica da personaggi come questi, ma da uno come Erasmo che si vanta di essere un esperto d’arte mi sembra questa una grave lacuna.

  8. jazztrain1 permalink
    26/10/2011 3:48 pm

    Il mio nome è nessuno (sic!)”, che però non mi pare sia un film di Sergio Leone.

    Quello che dice il Patetico Perspicuo è vero perché la regia è di Tonino Valeri, in realtà il film è tratto da una idea di Sergio Leone che voleva girare una sua Odissea western (non a caso il protaganista interpretato da Terence Hill si chiama Nessuno) che poi ebbe un ruolo non secondario nel girare alcune scene, nel supervisionare la sceneggiatura di Ernesto Gastaldi e nel produrre il film dimostrando di essere parte attiva. Il ruolo di Sergio Leone è paragonabile a quello che ebbe Orson Welles quando suggerì l’idea a Charlie Chaplin di girare il suo capolavoro Monsier Verdoux.

    In una lapide si trova scritto il nome di Sam Peckimpah che sarebbe il regista del film western Il Mucchio Selvaggio.

  9. 26/10/2011 3:55 pm

    Certo come no, adesso l’anellide cazzone dice che la barzelletta del film – che tra l’altro è un’apologo, NON una barzelletta – l’aveva sentita molto prima che uscisse il film! Strano però che non ne abbia parlato là in quella fogna. A parte il fatto che anche un idiota integrale avrebbe capito che la citazione da parte di Top aveva un fine ironico, anzi, di più, sarcastico. Erasmo poi, dicendo che il thread “sta diventando famoso”, si sta montando la testa: in realtà sta provando disperatamente a crearsene una, considerato che nel suo phylum il corpo è un tutto unico. Peccato però che nel commento sopra citato da jazztrain il Nostro non abbia detto di che tipo di testa si parla, visto il ricorso meschino e infame, proprio contro Jazz, a cose che col thread non c’entrano niente e sono volutamente, vergognosamente offensive:

    Le farò esaminare da chi di dovere – no, non la Polizia postale, mi dispiace per voi, topgonzi – per sapere quanto sono gravi.

    • jazztrain1 permalink
      26/10/2011 3:57 pm

      E’ un vanaglorioso e come tutti i vanagloriosi vive di queste miserie.

  10. Top Ganz permalink
    26/10/2011 5:07 pm

    Ma per Pardipalle il problema – serio assai – non è quello di non aver visto questo o quel film, quanto piuttosto l’abitudine ad aprir bocca e dargli fiato senza neanche aver conoscere l’oggetto della discussione. Nella fattispecie ce ne fornisce l’ennesima conferma, perché è evidente che egli parla senza aver letto il thread e gli altrui commenti, pretendendo nondimeno di metterli alla berlina. Arriva bello bello, piazzandosi al 131° posto a sei giorni dal primo, per dirci che l’aneddoto dell’uccellino sta ne “Il mio nome è Nessuno”. Davvero un contributo fondamentale. Ma non gli basta nemmeno far la figura dell’ultimo imbecille arrivato: annota pure, con aria sprezzante, che io – che pure l’ho scritto mille volte di averlo tratto da tutt’altro film, visto 38-39 anni orsono – non lo ricordo in ogni particolare. Certo, lui, che se l’è appena visto e rivisto su YouTube il racconto di Nessuno, potrebbe insegnarlo all’Università. Dei fessi.
    Quello sciroccato del Gattapelata invece, per non essere da meno, viene pure a ricordarci che (dopo la bellezza di sei giorni dalla scivolata) che “Il mio nome è Nessuno” non sarebbe nemmeno di Leone. A noi, capite? Come se non fosse lui ad aver nominato Leone per primo, qui:
    # 28 commento di Erasmo – lasciato il 20/10/2011 alle 13:38
    “Favoloso. Le dotte citazioni del sig.Topo provengono sempre da film di Sergio Leone.”.
    Rob de mat!

    • jazztrain1 permalink
      26/10/2011 5:22 pm

      Non ricordavo questo commento che hai citato, è proprio un idiota patentato: prima dice che è un film di Sergio Leone, poi, accortosi dell’errore madornale, dice: “che però non mi pare sia un film di Sergio Leone.” Che ridicolo buffone, tutto pur di non ammettere di avere clamorosamente sbagliato.

  11. jazztrain1 permalink
    26/10/2011 5:08 pm

    Il transalpino Erasmo ha levato il commento che lo ha reso ridicolo in tutto il mondo (quello dei due transalpini tedesco e francese per intenderci) per metterne un altro il cui contenuto è così penoso che non merita di essere tenuto in considerazione.

    • Top Ganz permalink
      26/10/2011 5:49 pm

      Poco gli valse siffatta impostura, ché la pubblica gogna l’avean troppo e da troppo tempo ormai fiaccato e macerato. Direi anzi che il tardo rimedio apposto alla magagna, dopo che essa fosse già passata in giudicato e punita con equa pena, rappresenti, per quanto implicita, la più manifesta delle ammissioni di colpa e di vergogna. Gli è però che lui, come del resto tutti i suoi compagni di mer(en)da, è troppo sciocco per capire anche questo.

      • jazztrain1 permalink
        26/10/2011 6:00 pm

        La sai l’ultima di Parsifal? Ha detto: “Non proprio un film di Leone, ma Leone collaborò al soggetto e alla regia.” Semplicemente penoso….

      • Top Ganz permalink
        26/10/2011 6:20 pm

        Chissà, magari un giorno si metteranno d’accordo e, a forza di googlate, saranno in grado di dirci la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sul conto de “Il mio nome è Nessuno”. Noi siamo qui, senza pressione o pregiudizio veruno che attendiam, come non mai, fiduciosi in loro.

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