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Da Jazztrain riceviamo e volentieri pubblichiamo: De gustibus non disputandum est

21/12/2011
by

Caro Thorgen,

come ben sai, una massima latina dice che de gustibus non disputandum est,  il cui senso dovrebbe essere  noto persino al sig. red.cac.  Ebbene, sembra che questa massima non sia rispettata dalla nostra corte dei miracoli preferita, perché si arriva a sindacare sulla bontà dei gusti musicali dello scrittore Roberto Saviano, in quanto colpevole di aver maltrattato le regole della sintassi, come se vi fosse una relazione tra gusti musicali e rispetto della grammatica.

La pietra dello scandalo sarebbe determinata dal fatto che Saviano ha detto pubblicamente che il suo brano preferito è Love Theme from Spartacus di Bill Evans: l’interpretazione che fece il grandissimo pianista jazz  di un brano tratto dalla colonna sonora del film Spartacus, uno dei tanti  capolavori del geniale regista Stanley Kubrick, interpretato da fior di attori quali Kirk Douglas, Tony Curtis, Charles Laughton, Peter Ustinov,  Laurence Olivier.

Il nostro critico ha fatto un po’ di confusione perché ha scritto: “Però non dimenticate, ex colleghi e lettori, che il brano preferito di Robertino non suonato da un’orchestra ma da uno dei molti pezzari cui si dedica il sig. Train, è Love theme from Spartacus.”  Subito dopo viene aggiunto arbitrariamente un mio pezzo apparso su http://jazztrain1.wordpress.com/2011/03/03/il-brano-preferito-di-roberto-saviano/ nel quale scrivo “Love theme from Spartacus nell’interpretazione del pianista Bill Evans, probabilmente tratto dall’album Conversation with myself, Verve 1963. album nel quale Evans abbandona la sua formazione tipo (pianoforte, contrabbasso e batteria) per cimentarsi nel piano solo sovraincidendo per due volte le tracce musicali”

Chi ha strumentalizzato il mio thread ha dimostrato ancora una volta che il diavolo fa le pentole e non i coperchi:  non è vero che il “pezzaccio” è una composizione di Bill Evans, perché l’autore della colonna sonora, nonché del Love Theme,  è il compositore Alex North (1910-1991) un musicista di formazione classica, non jazzistica, come avrebbe potuto essere, tanto per citare un altro autore, Henry Mancini, autore  del famoso Pink Panther’s theme. Come scrissi nel mio post dedicato a Saviano, ammiratore di Bill EvansEvans abbandona la sua formazione tipo (pianoforte, contrabbasso e batteria) per cimentarsi nel piano solo sovraincidendo per due volte le tracce musicali. L’effetto è notevole: si ascoltano tre pianoforti che suonano contemporaneamente dialogando tra loro. La tecnica dell’overdubbing, utilizzata in passato dal pianista Lennie Tristano, fece storcere il naso ai puristi, che, come avvenne tempo prima con lo stesso Tristano, misero in dubbio le qualità strumentali del grande pianista.”

L’operazione di Bill Evans aveva un fine:  utilizzare la tecnica dell’overdubbing per dialogare con se stesso e per creare il tipico colore intimista del suo personalissimo ed inimitabile stile pianistico.  Credo che questa operazione sia riuscita in pieno, non a caso l’interpretazione evansiana è uno dei momenti più alti e toccanti di questo straordinario pianista che ha cercato di portare nel jazz la sua cultura musicale di formazione europea. Inutile dire che chi parla a sproposito di argomenti che non conosce, pur di attaccare a testa bassa Roberto Saviano (che ha dimostrato certamente di avere buon gusto musicale), fa  stavolta una pessima figura;  non a caso il ratto autore della clamorosa topica ha preferito restare nell’anonimato, per evitare di essere sbertucciato a causa della sua crassa ignoranza della storia del Jazz e dei suoi protagonisti.

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43 commenti leave one →
  1. Thorgen permalink*
    21/12/2011 11:25 pm

    “red. cac.

    21 dicembre 2011 at 23:31

    A me infastidisce il fatto che noi si debba sempre attaccare a testa bassa…”:

    Il fatto è che non potreste fare diversamente, sig. red.cac., essendo la vostra testa montata in basso, ove normalmente albergano i genitali.

  2. Thorgen permalink*
    21/12/2011 11:28 pm

    “red. cac.

    21 dicembre 2011 at 23:35

    La storia non è l’arma migliore del sig. Train e neppure del sig. Kubrick, almeno a sentire il Train.”:

    Come per lei la letteratura latina, sig. red.cac.

    • 22/12/2011 5:12 am

      La sensibilità di red. caz. si è manifestata in occasione della recente scomparsa del batterista Paul Motian che, nella sua lunga carriera, ha militato nei gruppi di Bill Evans dalla fine degli anni 50 sino al 1964.

      la redazione

      Ma chi è? E comunque chi se ne frega?

      http://jazztrain1.wordpress.com/2011/11/22/e-morto-paul-motian/

      • Thorgen permalink*
        22/12/2011 9:46 pm

        Beh, prima o poi morirà anche il sig. red. cac., no? Lucrezio, Catullo e tanti altri attendono pazientemente…

      • jazztrain1 permalink
        22/12/2011 10:22 pm

        Una volta scrissi e lo ribadisco qui che morirà solo, povero e pazzo. Questa è la mia previsione.

  3. 22/12/2011 5:22 am

    Il Perspicuo non si dà pace: “Il doppio standard di questo intervento (un po’ scrittore, un po’ analfabeta) dimostra che il sig.Train copia i testi sul jazz dalle retrocopertine dei dischi, mentre non copia da nessuno gli strafalcioni di quando scrive di suo.”

    Le retrocopertine dei dischi che tu citi sono scritti in inglese, non in italiano, mio caro Perspicuo (buona parte delle retrocopertine raccontano aneddoti sulla registrazione dei brani e spesso, come ha dimostrato più volte il musicologo Marcello Piras sono fuorvianti perché la maggior parte dei critici del tempo si lasciavano andare alle loro impressioni durante l’ascolto dell’album). Riconosco che nel campo della musica operistica e sinfonica hai conoscenze e competenze maggiori delle mie, epperò non ne faccio un cruccio perché ne prendo atto; anzi, cerco d’imparare qualcosa ascoltando le tue proposte musicali. Cosa ti costa ammettere pubblicamente che non hai le mie conoscenze e competenze in un settore musicale diverso dal tuo che tu insieme al tuo compare di merende red. caz. non conosci e disprezzi?

  4. 22/12/2011 10:17 am

    Ma ci sarà mai una volta, sig.Train, che lei risponde senza spostare i termini della questione? Il mio commento aveva un senso chiaro: lei copia i testi sul jazz, e questo è reso lampante dalla differenza di stile rispetto ai suoi miseri e sgrammaticati conati di espressione italiana, quando lei tratta argomenti su cui non può copiare. Il suo lungo commento qui sopra è lì a dimostrarlo: chiunque può percepire la differenza di stile nei brani in cui “lei” parla di jazz e quelli in cui lei parla d’altro. Ergo, lei copia scritti altrui: che poi li copi dalla retrocopertina di un disco, o da una vecchia rivista di jazz, che cosa cambia?

    • jazztrain1 permalink
      22/12/2011 10:30 am

      Trovo divertente questa accusa fatta da un tizio che notoriamente e scorrettamente copia ed incolla i commenti altrui per poi manipolarli a suo piacimento (per non parlare di casi di palese falsificazione di commenti attribuita a me). Ti ricordo che un’accusa di questo tipo deve essere provata, altrimenti dimostrerai ancora una volta quello che sei realmente: un diffamatore o, peggio ancora, un calunniatore.

  5. jazztrain1 permalink
    22/12/2011 1:03 pm

    Il teatro dell’assurdo di Ionesco è poca cosa rispetto a quello che scrivono questi fuoriclasse.

    barbara
    21 dicembre 2011 at 23:28

    Lawrence d’Arabia nel film Spartacus?Replica [No Barbarella, ti hanno menato per il naso, l’attore è il grande Laurence Olivier]
    red. cac.
    21 dicembre 2011 at 23:35

    La storia non è l’arma migliore del sig. Train e neppure del sig. Kubrick, almeno a sentire il Train. Ma non si giravano, allora, Ercole contro Maciste, Sansone contro Tarzan, Totò contro i quattro? E allora, e che sarà mai…
    Replica
    [Vedi risposta di Thorgen]
    barbara
    22 dicembre 2011 at 12:26

    Il fatto è che qui Lawrence d’Arabia non è inserito fra i personaggi, bensì fra gli attori…[Barbarella, i tuoi compari ti stanno prendendo per…, volevo dire, ti stanno prendendo in giro]

    Studente di itagliano
    22 dicembre 2011 at 13:48

    E’ una figura retorica. Non si ricordava di Peter O’Toole, e quindi ha messo il personaggio per l’attore.(che poi in realtà fosse Tony Curtis, è un altro paio di maniche..)

    [altro fesso che abbocca alle bestialità scritte da red. caz., cosa c’entra Peter O’Toole nel film Spartacus? Forse si sarà confuso con il Kolossal di David Lean]

  6. Thorgen permalink*
    22/12/2011 9:33 pm

    Gruppo di imbecilli in un interno: sui quali spicca la stella demente – ormai nana – della sig. barbara, in cerca di riscatto su altri blog.
    Quanto all’essere ridicolo che altrettanto ridicolmente si fa chiamare Erasmo, ha un’aria un po’ meno patetica quando resta accucciato accanto agli zoccoli dei suoi sventurati padroni.

  7. Thorgen permalink*
    22/12/2011 9:37 pm

    “barbara

    21 dicembre 2011 at 21:14

    Il titolare del blog di comune frequentazione, peraltro suo carissimo amico, romanizzando “anelli di” lo chiamava affettuosamente “anellide”. Che mi sembra una buona sintesi del personaggio.”:

    Giù le zampacce, sig. ra barbara, quello è un nostro copyright sul sig. erasmo!

    • jazztrain1 permalink
      22/12/2011 9:39 pm

      Non esiste altro anellide all’infuori di lui! 🙂

      • Thorgen permalink*
        23/12/2011 1:51 pm

        Nel web no di certo.

  8. jazztrain1 permalink
    23/12/2011 11:34 am

    Hanno persino il barbaro coraggio di fare gli auguri per le feste di Natale! C’è da rimanere basiti, non ho mai visto tanta disgustosa ipocrisia. http://topgonzo.wordpress.com/2011/12/23/9158/#comments

    Subito i lacché hanno fatto il coretto, sono dei leccapiedi privi di qualsiasi dignità.

    marcoz
    23 dicembre 2011 at 09:31

    Bellissima iniziativa, che rende ancor più incomprensibile l’astio e l’irriconoscenza dimostrata da alcuni nei confronti della ex Redazione.

    Replica
    lamb-O
    23 dicembre 2011 at 09:53

    Se ne approfittano, sono davvero fessi *_*

    Replica
    teddy
    23 dicembre 2011 at 10:26

    Mi associo. Un augurio affettuoso ai nostri fessi storici (il sig. Train e Topogonzo, in primis) , a quelli recenti e ai nostri 3 lettori
    (sì, da 2,5 siamo passati a 3, incrementando il nostro circuito divulgativo del 20%, e non è poco), alla Immensa Supervisora e a tutta la ex redazione, columnist(s) inclusi.
    Un augurio particolare, poi, al Sig. Meltemi e al Sig. Ademorista, che ci piacerebbe leggere più spesso.

  9. Thorgen permalink*
    23/12/2011 1:49 pm

    Buon Natale a te e ai tuoi, carissimo Jazz!

    • jazztrain1 permalink
      23/12/2011 2:07 pm

      Anche a te e ai tuoi, Mitico Thor(gen)! 🙂

  10. 23/12/2011 5:31 pm

    L’ingratitudine del sig.Train è, francamente, rivoltante.

  11. 23/12/2011 5:37 pm

    Vuoi la mia gratitudine? Benissimo, compra una pistola, scarica addosso il caricatore a red. caz. e poi ti spari in testa. Mi raccomando, cercate di soffrire quando tirerete le cuoia.

    • Thorgen permalink*
      24/12/2011 10:47 am

      Scusa Jazz, non mettere limiti all’umana provvidenza: perché il sig. erasmo dovebbe limitarsi a scaricare addosso il caricatore a red. caz. e poi spararsi in testa, sempre che riesca a trovarla? Che massacri prima tutta la “redazione” insieme ai vari leccaculo, sig.ra befana e servitori d’ogni genere e specie, e solo dopo si spari: magari potrebbe anche impiccarsi e cercare di morire lentamente, se la corda deputata alla bisogna non ha troppo schifo di lui…insomma faccia un favore all’umanità con una bella strage di Natale e non ci si pensi più. Noi da parte nostra garantiamo l’applauso finale.

      PS: sig. erasmo, noi che ce ne intendiamo consigliamo per la missione una Glock: è talmente precisa che anche un totale imbecille come lei riuscirebbe a far centro.

      • Thorgen permalink*
        24/12/2011 10:52 am

        “marcoz

        23 dicembre 2011 at 22:55

        Mi preme far notare che spararsi un colpo in testa non procura molta sofferenza.
        Aprirsi il petto e il ventre con una sega elettrica, lo farebbe; oppure trapanarsi il corpo svariate volte, evitando le arterie, con una sega a tazza 32mm, così da morire dissanguati lentamente, mentre ci si versa nelle ferite dell’acido solforico.”:

        Grazie infinite per i suggerimenti, sig. marcoz? Che fa, comincia lei?

  12. 23/12/2011 6:06 pm

    Le ultime parole famose di uno che ha la coda di paglia lunga 1 chilometro: “Il brano che ho copincollato (io copincollo da me stesso, sig.Train).”

    Certo erasmuccio caro, a furia di copincollare (sic!) non riesci più a distinguere il tuo dal mio.
    Fesso!

  13. 23/12/2011 6:30 pm

    Barbarella: ”
    23 dicembre 2011 at 18:32

    Essendo anch’io un’inguaribile numeromane, ho fatto un giro e tirato giù un po’ di numeri. Dunque, il mio blog nato il 6 ottobre 2005 porta il numero 11889 [e chi se ne frega!]. Quello di raccoon (avete visto che è tornato? [e chi se ne frega II]) nato il 4 ottobre 2004 ha il numero 5079. Ora, facciamo qualche considerazione su questi numeri: nei sei anni trascorsi dalla nascita del mio blog a oggi, si sono iscritti al cannocchiale quasi 120.000 nuovi blog; nell’anno trascorso fra raccoon e me, meno di settemila. Questo per dare un’idea di quanto più lentamente aumentassero i numeri nei primi tempi. Ebbene, il blog dell’anellide[l’anellide è Erasmo, non ci rubi per favore il copyright, altrimenti andiamo da Gad Lerner] ha il numero di registrazione al cannocchiale 3076. Purtroppo la data di registrazione non la posso ripescare perché il cannocchiale non fornisce più nessun tipo di servizio, ma penso si possa agevolmente calcolare da un anno a un anno e mezzo prima di raccoon.”

    Cara barbarella, i tuoi calcoli sul numero di visite sono del tutto inutili perché è un argomento che non interessa a nessuno se non a degli sciocchi vanesi come te; piuttosto, ti volevo chiedere non hai proprio nulla di meglio da fare che dare i numeri sino al 6 gennaio che sarebbe poi il giorno della Befana?

    http://topgonzo.wordpress.com/2011/12/23/notiziole-sui-blog/

  14. 23/12/2011 7:32 pm

    A noi non sembra, sig.Train, che il suo rappporto con noi sia un esempio di levità.

    • 23/12/2011 7:39 pm

      Nessuno sano di mente vorrebbe avere rapporti con un anellide come te. Ripeto, vuoi la mia gratitudine? Crepa.

  15. 23/12/2011 8:19 pm

    Un misero leccapiedi scrive: “Visto che è Natale e bisogna essere buoni proporrei qualche secchio di vernice da passare sugli specchi anziché farglieli rompere.
    Se niente niente dovesse funzionare la maledizione dei sette anni di guai cosa potrebbe succedere a uno sfigato come lui?

    …a meno che, non potendo peggiorare …
    meglio non pensarci!

    Guardi che non è un affatto un dovere essere buoni, non a caso con il commento testé riportato, lei rivela quello che è veramente: un misero personaggio totalmente privo di qualsiasi umanità che dovrebbe qualificare il vero uomo buono.Lei non sarà mai buono né a Natale, né a Capodanno, né per il resto dell’anno, perché, come i suoi tristi padroni con cui è solito scodinzolare fedelmente come il migliore amico dell’uomo, è e rimarrà sempre un povero uomo. Provo pena per uno come lei e per i personaggi della sua risma.

  16. 23/12/2011 9:53 pm

    Eh, se fosse mai vero che gli spiriti vanno a tirare i piedi della gente, come faremmo noi col sig.Train? Solo mani troveremmo. E, purtroppo, grondanti. Che brutta prospettiva.

    • 23/12/2011 10:06 pm

      Sarebbe una splendida pena del contrappasso per uno spirito malevolo e calunniatore come il tuo.
      Nessuno proverebbe rimorso per una tua naturale e sofferta dipartita.

  17. 23/12/2011 10:17 pm

    “Testé” non è male, sig.Train. Però la frase “un misero personaggio totalmente privo di qualsiasi umanità che dovrebbe qualificare il vero uomo buono” sintatticamente zoppica. Ci pare però che i guai maggiori si riscontrino più sotto, quando lei dice “come i suoi tristi padroni con cui è solito scodinzolare fedelmente come il migliore amico dell’uomo, è e rimarrà sempre un povero uomo“.
    Vediamo: intanto la preposizione “con” non va bene: si scodinzola a, non si scodinzola con, perché i padroni la coda non ce l’hanno. Ciò presumendo che lei assimili il sig.Marcello a un cane. Ma, subito dopo, e nel contesto della medesima argomentazione, lei lo classsifica come uomo, sia pure povero.
    Siamo sempre lì, sig.Train: lei, quando cerca di finire una frase, si è già dimenticato di come l’ha cominciata.

  18. 23/12/2011 10:20 pm

    Dipende dove hai la coda, io l’ho davanti, tu sicuramente l’hai di dietro.

    P.S. Il signore che tu citi è solo un vostro leccapiedi e agisce obbedendo alle dinamiche del branco nel quale i leaders saresti tu e quel lunatico arteriosclerotico del tuo compare di merende (teddy bear e parsifal all’interno del branco non contano un tubo, ma questo l’hanno capito tutti). Nulla di strano che tu e quel lacchè scodinzoliate insieme e che costui vi riconosca come padroni assoluti del branco.

  19. 23/12/2011 10:35 pm

    La sua risposta è talmente bella, sig.Train, che rinunceremo a evidenziare alcune nuove imperfezioni sintattiche.

    • 23/12/2011 10:39 pm

      Immagino il motivo per cui ti sia piaciuta parecchio questa risposta. Ti piacerebbe, vero?

    • Thorgen permalink*
      24/12/2011 10:49 am

      Questo sig. erasmo è peggio di una merda in letto.

      • 24/12/2011 2:49 pm

        Vuole sempre avere l’ultima risposta e strilla come un poppante se tu gli rispondi.

  20. 24/12/2011 8:42 am

    Erasmo
    24 dicembre 2011 at 08:58

    La donna che amammo in tanti non può che essere la sig.na Antonella. Ciò dirime anche la vexata quaestio se fossimo tanti o tutti. Fummo tanti, perché il sig.Train non piantò un chiodo.

    Una delle caratteristiche di questo vile personaggio, quando non ha argomenti per ribattere, è quello di utilizzare l’offesa gratuita a madri, zie, padri, ragazze, e così via. Personalmente non ho mai attaccato sua madre, le cui gravi condizioni di salute sono note a tutti dentro e fuori la blogosfera, né sua zia, né sua padre (sembra che Erasmo sia orfano di padre, come ha detto nel blog di ARCI e forse si comprendono certe sue nevrosi), né mi permetto di offendere sue presunte fidanzate . Non è nel mio stile colpire qualcuno in questo modo, preferisco dirgli in faccia quello che realmente è: un vigliacco.

  21. Thorgen permalink*
    24/12/2011 10:57 am

    Concordo: ma moralmente il sig. erasmo è capace di questo e sicuramente altro.

    • 24/12/2011 2:45 pm

      Anche il suo compare red. caz. è capace di fare qualsiasi bassa azione. E’ un imbecille, d’accordo, ma pur sempre malevolo.

      • 24/12/2011 3:56 pm

        Qui, sig.Train, mi permetterei di suggerirle un periodo come quello che segue: “Anche il suo compare red. caz. è capace di fare qualsiasi bassa azione. E’ un imbecille, d’accordo, ma pur sempre malevolo.”
        Vede quanto è più efficace?

      • 24/12/2011 3:58 pm

        Ho capito, ho capito. Tranquillo. anche tu sei imbecille, mi sembrava inutile ribadirlo.

  22. Thorgen permalink*
    24/12/2011 11:34 am

    “la redazione

    24 dicembre 2011 at 01:21

    *Nel Laurentianus 21, certamente a causa di una lectio facilior e per non aver avuto a disposizone l’archetipo Train, si legge un “tutti”, dal Dindorf opportunamente emendato con “in tanti”.”:

    notiamo con piacere che lei ha ideato un nuovo divertissement, sig. red.cac.: occhio però che Caina attende anche i traditori dei versi altrui, sia pure nell’Acheronte e non nell’inferno cristiano…

  23. 24/12/2011 2:24 pm

    Segnalo questo link ferragostano..

    Il Guardiamarina Erasmo

    http://montaigne-montaigne.blogspot.com/2011/08/ferragosto.html

    La storiella è noiosa e poco credibile, però dà indizi significativi a che età è diventato orfano, a meno che non abbia raccontato una balla ad Arci.

    P.S. Non ho mica bisogno di un archivio, mi basta ricordare le cose che scrivi.

    A proposito, non eri tu che mi consigliavi di fare harakiri-seppuku nel lontano 2006?

    http://topgonzo.ilcannocchiale.it/2006/08/23/il_sig_train_discute_di_politi.html

    Che fai, ti rimangi tutto? Ora siamo pari. 🙂

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