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Ecce marcoz

19/01/2012
by

http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2012/01/19/sempre-problemi/#comment-4724

sig. marcoz, come essere umano lei mi fa totalmente schifo.

PS:  anche come essere vivente in generale.  Tra l’altro lei scrive cose abominevoli vigliaccamente:  senza avere il coraggio – sì, il coraggio che tanto le dà fastidio, perché ne è assolutamente privo – di firmarsi per nome e cognome.  Ora faccia pure le sue solite battutine del cazzo anche su questo post, io resto un essere umano con dei sentimenti:  lei invece resta quello che è.

ADDENDUM:

C.V.D.  Il nostro Tersite, come previsto, non ha rinunciato a replicare con la solita battutina idiota, ma tant’è:  ognuno dà e fa quel che può.  Esimio sig. marcoz, la trippa, a giudicare da quello che è uso a deporre nella sua tana, è pietanza che compete proprio a lei, sicuramente abituato a mangiarne in dosi industriali:  sì da obnubilare completamente anche quel poco di cerebro che Madre Natura – nel suo caso quanto mai matrigna – le concesse.  Quanto a me, io non so se sono una persona sensibile, mi basta sapere di essere una persona:  quel che lei di certo non è.

PS:  guardi che qui l’unica cosa ridicola è proprio lei, sig. marcoz.  Ragion per cui, sic stantibus rebus, non solo non m’interessa affatto essere riammesso nel suo cosiddetto “blog”, ma considero un onore immenso l’esser stato bannato da lei.

 

ADDENDUM n.2:

Il carteggio a distanza ha un seguito (sempre qui )e, devo dire, che siamo di fronte a qualcosa di scandaloso. Come è possibile avere il benché minimo coraggio di considerare la penna di W. Allen uno scopino da cesso, come le “battute” del sig. marcoz ? Non c’è più religione, signori miei, non c’è più religione!

 

ADDENDUM n.3

Il sig. marcoz sta cercando – com’era prevedibile – di chiamare in aiuto il Settimo Topgonzi:  ha messo il link del nostro post in calce al suo e in cima alla colonna dei commenti.  Lo ringraziamo molto, per questo e per il divertimento che in tal modo ci procura.

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13 commenti leave one →
  1. 19/01/2012 12:33 pm

    Marcoz non sa di cosa parla, infatti straparla, peggio di lui è stato chi non è capace di distinguere quello che hanno detto i passeggeri che si sono sentiti come se fossero sul Titanic da presunti titoli sensazionalisti su Repubblica che paragonavano la tragedia del Costa a quella del Titanic. E già, questo idiota legge il Foglio di Ferrara e questi sono i tragici effetti.

  2. Thorgen permalink*
    19/01/2012 3:36 pm

    Questa cosa che si fa chiamare marcoz crede di essere spiritosa o arguta e non ha un minimo di rispetto per i morti della Costa Concordia: avrei voluto vedere se tra quei morti ci fosse stata sua moglie o un figlio, ammesso pure che ne abbia. Su certe cose non si può e non si deve ironizzare. Ci fosse morto lui e solo lui nel naufragio!

    • 19/01/2012 4:36 pm

      Non sono d’accordo. Lo dico espressamente e solennemente, anche per dimostrare la schiettezza di questo blog e dei suoi frequentatori “istituzionali”, che non precostituiscono alcunché: sono piuttosto dell’idea che una regola fondamentale della satira sia il suo fisiologico non prevedere recinti ed eccezioni, cioè argomenti tabù, e la fortuna nei secoli dell’umor nero ne è un’oggettiva riprova (una fila di carcerati va dalle prigioni al patibolo e a un certo punto uno dei primi rampogna così chi lo segue: oh, ma che cazzo spingete a fare?!). Questo perché la satira – e quella di Marcoz era intenzione evidentemente satirica – è appunto una cosa seria e sta sempre, contro il potere, dalla parte della verità e di chi la ricerca, indipendentemente dall’argomento. Di contro, l’atteggiamento ingessato o rituale di chi s’atteggia a lutto o comunque a seria consapevolezza – quasi sempre farisaicamente – fa puntualmente il gioco del potere, servendo solo a chi non vuole e a chi non ha interesse a dire, sottolineare, ipotizzare o ricercare la verità. Ne è riprova anche il disastro del Giglio, dove si è ben sperimentato come si faccia presto a passare dal tono luttosamente misurato e reticente allo strombazzamento della versione che fa più comodo. E se pecunia non olet perché dovrebbe averlo la satira il nasino delicato?

      • 19/01/2012 6:16 pm

        Marcoz e la satira c’entrano come i cavoli a merenda. Lui non se la prende affatto con il potere, caro TG, al massimo fa battute triviali come quella tristissima che non mangerà più gli spaghetti allo scoglio! Questa è satira? E’ attacco al potere? Marcoz è un egocentrico, non gli interessa prendere posizione, gli interessa fare battute sfottenti solo per ottenere meschine gratificazioni personali. Non a caso piace a certi personaggi ai quali presta obbedienza genuflettendosi in modo indecente.
        Top Ganz, lo sapevi che Marcoz ha bannato Thorgen solo per compiacere l’anellide Erasmo perché quest’ultimo non ha il coraggio di affrontarlo? Ne sei a conoscenza di questo fatto?

      • 19/01/2012 7:32 pm

        Non intendevo difendere Marcoz, né giudicare la qualità del suo umorismo. Ho solo voluto contestare l’opinione di Thorgen secondo cui esisterebbero argomenti su cui “non si può e non si deve ironizzare”. Per me la libertà in questo campo è semplicemente assoluta e i miei riferimenti alla verità delle cose erano riferiti a questa opinione di carattere generale, niente affatto a specifiche battute di Marcoz, il quale nondimeno resta libero – nel senso predetto – di dire quel che vuole su un fatto pubblico, per quanto luttuoso. Anche fenomeni come il crimine comune, la prostituzione o la corruzione politica causano lutti, più o meno direttamente, ma nessuno riterrebbe ragionevole bandire l’umorismo da questi campi. Del resto sui giornali e nel web in questi giorni è tutt’altro che arduo trovare vignette sul disastro del Giglio.

        Tutto ciò facendo naturalmente salvi il buon vecchio consiglio di non parlare di corda in casa dell’impiccato e il sacrosanto buon senso, dote che tuttavia scarseggia di suo naturalmente, in materia di umorismo come in mille altre materie.

        Per conto mio, comunque – e ripeto per conto mio – sarei dell’idea che non sia obiettivamente saggio mettere Marcoz sullo stesso piano di gente come i topgonzi o altri loro fiancheggiatori. Quanto al bannare, ognuno banna chi e cosa vuole, salvo restando che simili scelte ti qualificano, in un qualche modo, nel bene e nel male. Sul fatto, poi, e sulle ragioni per cui Marcoz abbia bannato Thorgen proverò ad interrogare direttamente Marcoz.

  3. Thorgen permalink*
    19/01/2012 7:43 pm

    Sottoscrivo totalmente quanto detto da Jazz: che mi ha felicemente preceduto nella replica a te, Top. Qui la satira – contro il potere o contro qualsasi altra cosa – non c’entra un fico secco, a marcoz interessa solo scrivere malvagità per provocare e sentirsi così appagato, da bieco narcisista qual è.
    A parte il fatto che l’essere che si fa chiamare marcoz – in questo specifico caso (come sempre, del resto) – non ha ironizzato in alcun modo contro media, potere et similia, ma contro persone in carne e ossa, cioè dei morti, tra cui sicuramente una bimba di cinque anni, con una battuta che chiamare infame sarebbe gentile; quest’ultima, poi, era preceduta da un’ introduzione nella quale l’autore diceva di “non sentirsela” di sfruttare l’occasione per una “prova tecnica di cinismo”, come quelle che questo essere è solito vergare; salvo poi – come c’era da aspettarsi, trattandosi di lui – infilare dopo la suddetta introduzione proprio una prova tecnica di cinismo, quanto mai stomachevole: all’insegna di un’ostentata freddezza verso la tragedia, cioè col parlare dello sconforto e del dispiacere del sig. marcoz per “la volontà espressa dai suoi famigliari di non partecipare alla crociera prevista per questa estate e che sarà costretto a farsi da solo”. Ecce marcoz, appunto.

  4. 19/01/2012 7:50 pm

    @ Top Ganz: una doverosa precisazione: non siamo noi a mettere Marcoz sullo stesso piano dei ratti, è lui che dice di far parte orgogliosamente dei fiancheggiatori.

  5. Thorgen permalink*
    19/01/2012 11:02 pm

    Sì, Top, marcoz resta certamente libero di dire quel che vuole su “un fatto pubblico, per quanto luttuoso”, cioè di ironizzare usando la pelle degli altri: io però resto altrettanto libero di dire quel che penso di lui; o di esso, in quanto cosa, vista la sua totale mancanza di umanità. In tal senso non è certo meglio del sig. erasmo, che a suo tempo ha parlato della madre morta di cancro – sapendola benissimo tale – di Jazztrain come di una prostituta.

    Quanto a quel che pensi sulla libertà in materia di umorismo, altrettanto libero tu – ci mancherebbe – di farlo: come evidentemente, a seguire il tuo ragionamento, mutatis mutandis, sono allora altrettanto liberi i topgonzi di fare umorismo nei tuoi confronti, visto che neanche tu puoi sottrarti a quella che ritieni essere la regola generale in questo campo.

    • 20/01/2012 2:43 pm

      Sottoscrivo tutto, ma ribadisco che su un fatto pubblico si può dire quel che si vuole (il che non implica, bada bene, irresponsabilità di quel che si dice) e si può quindi anche fare umorismo. Su Cristo come su Maometto, sulla shoah come sulla guerra, sugli ospedali come sui manicomi, su un naufragio come su un terremoto, ecc., ecc. l’uomo ha da sempre prodotto e raccontato milioni di barzellette. Il limite , ripeto, sta negli steccati del buon senso, nonché della sensibilità e del rispetto personali, fatto salvo che tutti hanno pieno diritto ad offendersi per conto proprio e che nessuno, tanto meno in esclusiva, ha diritto ad offendersi per conto terzi.

      Quanto a Marcoz, non ho mai detto – in parte l’ho già scritto sopra – di apprezzare in particolar modo il suo senso dell’umorismo. Direi anzi che le sue esibizioni di cinismo farlocco hanno ormai da tempo assunto carattere e tono stucchevoli per i miei gusti. Intendo dire che i suoi post e le sue repliche hanno ormai ben poco di schietto, ciascuno di essi risultando espressione di una caccia ossessiva all’approccio più cinico possibile al tema, qualunque esso sia, possibilmente condito con flemmatica nonchalance alla Gastone. Che però, e da qui origina buona parte della stucchevolezza, Petrolini prendeva per il culo già ottant’anni fa. Tutto ciò messo in atto evidentemente allo scopo, raggiunto solo agli occhi dei fessi tipo i topgonzi, di ritagliarsi un immagine particolare.

      Proprio in base a questa analisi, però, occorre evitare accuratamente l’errore di prendere sul serio uno tipo Marcoz, come mi pare facciate tu e JT, perché in questi casi lui fa molto presto a guadagnare – complici umiltà e autoironia apparenti, alla ser Ciappelletto, per capirci – lo scranno centrale ed ivi atteggiarsi a spirito troppo sottile per essere compreso e apprezzato da certa gente. Il suo giochino preferito, quello che più lo ristora.

      • Thorgen permalink*
        20/01/2012 3:52 pm

        Sappiamo fin troppo bene che questo coso si pasce di simili soddisfazioni, il suo giochetto demente del provocare a tutti i costi è vecchio come il mondo: ne ho accettato tranquillamente le prevedibili conseguenze sin da quando ho deciso di rispondergli. E infatti, dopo aver eliminato la menzione dell’isola del Giglio, il coso ha affisso un post scriptum nel quale dichiara – divertito come non mai – di aver “tolto qualsiasi riferimento specifico all’evento nefasto, per ridurre ancor di più, se mai possibile, le probabilità che un parente di chi è rimasto ucciso nella disgrazia giunga su questo blog”. Come ho già detto, ognuno dà e fa quel può e, più che mai, si diverte come può.
        Quanto a me, non mi sono certo “offeso per conto terzi”, ma “offeso” per
        conto mio: quel che ho scritto a proposito dei parenti delle vittime era un’aggiunta per far riflettere sulla gravità dell’ennesima perla marcoziana.

  6. Thorgen permalink*
    19/01/2012 11:26 pm

    …Tra parentesi, mi piacerebbe sapere come ti sentiresti tu se sapessi che qualcuno ha ironizzato su una tragedia nella quale è morto un tuo caro.

  7. 20/01/2012 6:25 am

    Marcoz non ha affatto smentito di aver preso ordini dall’anellide Erasmo. Più volte l’anellide ha sollecitato in modo arrogante a buttarti fuori dal suo blog (prova a smentirmi fesso che non sei altro, voglio vedere stavolta chi crederà alle tue plateali menzogne). Marcoz, che è anche lui un pavido e teme eventuali ritorsioni dei ratti, ha dato una risposta talmente generica d’apparire poco convincente; probabilmente, questa è un’ipotesi, non una prova, Erasmo lo tiene in pugno e guai a lui se sgarra.

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