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Quando sor Peppino Profeta prese una sonora sgrugnata da Galatea

31/05/2012
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A margine di un post di Galatea, nel quale l’autrice annuncia di essere arrivata quarta al Blogfest, sor Peppino Profeta commenta:

Peppino Profeta ha detto:

26 settembre 2010 alle 19:07

Complimenti per il risultato meritato.

Ma la suddetta Galatea non se lo caga proprio di pezza:  ergo il cascamorto da tastiera insiste:

Peppino Profeta ha detto:

26 settembre 2010 alle 22:26

Dottoressa,
non merito nemmeno un grazie?
Che fu? 

Replica della blogger, che incendia l’ano del povero Peppì:

ilmondodigalatea ha detto:

@Andrea: Grazie, sei sempre un tesoro. :-) @Francesca: baciotto. @Peppino Profeta: Perché, era un complimento, don Peppino? Sa, il fatto che io sia logorroica non implica che debba proprio parlare con tutti.

Peppiniello tenta allora di fare sarcasmo, ma si vede che lo fa a denti stretti, col culo ormai in fiamme, poveraccio:

 Peppino Profeta ha detto:

Ecco,
dottoressa,
la logorrea certo non implica il dare audienza a tutti quelli che si presentano qui ma non implica neanche che Ella mi abbandoni alla straziante attesa di una risposta.
Io capisco che Ella in quanto blog star può fare quello che vuole – aumentando, ove ce ne fosse bisogno, il suo essere seducente che sempre fu – ma, neanche può trattarmi come un Cesco qualunque.
Però, se intende farlo non potrei che apprezzare la sua insindacabile decisione.

 Dopodiché, definitiva, imbattibile mandata a fanculo del trolletto da part di Galatea, e conseguente ritirata del sor Peppino, che si rifugia dietro le dita, ormai ridotto ai minimi termini:

 

@don Peppino: vede, mio caro, chi qua tiene un tono cerimonioso e poi insulta altrove non mi piace. Gente così, semplicemente, la schifo. 

Peppino Profeta ha detto:

28 settembre 2010 alle 11:46

Finalmente capisco la causa dello schifo[parola, sia detto per inciso, estremamente poetica].
E’ evidente, però, che Lei è vittima di un equivoco. Il Peppino che commenta qui, mai cerimonioso, non è il Peppino che scrive lì, mai insultante.
La diversità tra i “Peppinii” non si costituisce in riferimento allo scrivente – nel senso che siffatta diversità dello scrivente non appare come non appare la non-deversità – ma si costituisce de facto: scrivono semplicemente cose diverse. In questo mondo reale, depotenziata la connotazione nominativa, questo basta per far sorgere la differenza.
Altro discorso certo potrebbe essere questo: ma poi, questi due, scrivono cose diverse?
Infine, Dottoressa, la invito “a non provare schifo”.
Espressione che il mio feudale vocabolario con annessa punteggiatura stenta a riconoscere.
La saluto con la solita deferenza.

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2 commenti leave one →
  1. L'incipit d Peppino Profeta permalink
    01/06/2012 5:07 am

    Una lettera il cui contenuto, secondo la logica di Peppiniello, non sarebbe offensiva: “Egregia e cara Logorrea,

    malgrado l’avanzare della sua acidità…”
    http://topgonzo.wordpress.com/2012/05/24/don-peppino-sitizza-spenglerizza-e-archetipizza-la-logorrea-la-logorrea-legge-ma-non-sappiamo-se-interiorizza-o-interiorizzi/

    Meno male che la invita a non provare schifo. Simile incipit potrebbe causare conati di vomito alla destinataria.

  2. 01/06/2012 4:49 pm

    Il problema è che sor Peppì non sa che cazzo scrivere: vabbè che non sa proprio scrivere…

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