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Ma quanto

03/08/2012
by

ressentiment nei commenti del sig. cac. dedicati a Top Ganz e Jazztrain:

red. cac.

2 agosto 2012 at 12:25

Sì, senza dimenticare che in primis si cazzeggia: ma lo si vada a spiegare al sig. Train e al Topo Gonzo, che non mi sembrano portati ai processi di integrazione se non alle loro condizioni, vale a dire, per il Topo, presentarsi col pippone delle magliette tarmate e pretendere poi che non lo si consideri fesso, e per il sig. Train sciorinare impunemente e con aria da saccente la sua sgrammaticata ignoranza.
Lo diciamo non a caso, perché questi due idioti da otto anni l’uno, da 10 l’altro, invidiano il fatto che questo blog pluraglio si tenga miracolosamente in piedi, salvo intravedere speranzosi arie di guerra civile ogni volta che si dissente tra noi.”

“Topo, tu stai zitto che con te non abbiamo mai discusso, e mi chiedo come tu abbia potuto pensare anche solo per un momento che abbiamo dato spago vero alle tue zampette murine e ai baffetti luridi e putridi e feitidi.”

“Sig. Train, Lei fa bene a starsene zitto, e ad affidare il suo continuo frignare al reggicoda.”

red. cac.

2 agosto 2012 at 16:16

Lo so, sig. Train, sembra strano detto da un fascioleghista, ma si rassegni: io qualche verniciatura cosmopolitica ce l’ho, come cultura ed esperienza: Lei è sempre un siculo, e per Lei (per Lei, non per i siciliani) non ci sono speranze. Se la ricorda quella dell’aria che si respira? Ecco.”
 

3 agosto 2012 at 10:17

Inutile aggiungere specificazioni geografiche: il sig. Train ha provveduto a informarsi dove vivo con precisione, sempre che lì passi il più del mio tempo, e di me si spenda lì la miglior parte… cioè, quella s’è già spesa, ma ai nostri tempi qualche ciospetta, a differenza del sig. Train, l’abbiamo abbrancata*.”

*Con quella faza lì, qualche dubbio sull’affermazione del sig. cac. è più che lecito

 

ADDENDUM

Notoriamente chi è veramente superiore non dedica tante energie e tanto tempo a chi ritiene inferiore. 

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12 commenti leave one →
  1. jazztrain1 permalink
    04/08/2012 8:54 am

    Se continua così prima o poi gli verrà un travaso di bile.

  2. 04/08/2012 5:21 pm

    blogdibarbara

    3 agosto 2012 at 23:00

    “no gò capìo un casso”

    Sai che novità.

  3. jazztrain1 permalink
    06/08/2012 10:27 am

    Segnalo l’ennesima scorrettezza dei ratti apparsa su http://topgonzo.wordpress.com/2012/08/06/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo-8/

    Inutile dire che non ho mai autorizzato simile pubblicazione perché hanno arbitrariamente copiato, manipolato ed incollato un mio post apparso su http://jazztrain1.wordpress.com/2012/08/03/world-mind-sports-games-2012/

    E poi accusano me di essere stalinista. In fondo che differenza c’è tra un Erasmo che manipola arbitrariamente i i miei post e un fotografo stalinista che manipola le fotografie di Lenin e Trotsky?

  4. 06/08/2012 8:13 pm

    Tipicamente stalinista è l’abitudine del sig. erasmo & C. di attaccare le persone su cose che non c’entrano nulla con l’oggetto del contendere: nel tuo caso gli scacchi, il luogo di nascita, le tue foto, il jazz, eccetera. E’ una morale da piccolissimi Vyshinsky.

  5. jazztrain1 permalink
    06/08/2012 8:15 pm

    O da piccoli Beria 😉

  6. La palese malafede del sior Erasmo permalink
    06/08/2012 11:55 pm

    è espressa in questo commento: “Dunque, sig.Train. Prima di tutto, le rinnoviamo il consiglio di non cercare mai di indovinare chi di noi scrive qualcosa, visto che, dopo tanti anni che ci conosce, lei pare impermeabile a ogni sensibilità stilistica.
    Secondariamente, le facciamo presente che c’è diffrenza fra pubblicare (non manipolati, ma solo chiosati) i suoi testi e manipolare le foto di Lenin e Trotsky. Solo uno stalinista come lei può fingere di non vederla, chiaramente per cercare di giustificare gli stalinisti.”

    Sior Erasmo, perché deve dire bugie così grossolane alle quali nessuno dotato di buon senso crede? Comunque, facciamo un’ipotesi: supponiamo che quello che ha testé affermato fosse vero e che non sia lei l’autore del famigerato copia ed incolla e della conseguente manipolazione. Cosa fa, scarica le sue responsabilità sui suoi compagni e nello stesso tempo ne condivide l’operato? Non le sembra nella migliore delle ipotesi un comportamento contraddittorio il suo?

    P.S. La chiosa ad un commento avrebbe senso se c’è un dialogo tra due interlocutori all’interno di un thread non se un commento è stato saccheggiato, estrapolato e decontestualizzato per essere poi volgarmente strumentalizzato da lei e dai suoi degnissimi compagni di merende.

    • 07/08/2012 3:38 am

      Il sig. erasmo riesce a coniugare nel suo corpaccio infame lo stalinismo più bieco e il fascismo più gretto.

  7. Un esilarante pippone permalink
    07/08/2012 1:58 pm

    del Sior Red. Cac.: “Era più un quinto che un terzo, ex collega.
    Ma non ho capito quel “senza che nessuno avesse niente da ridire”. Credo che Yalta soprattutto lì dovesse essere granitica, e di lì è cominciata la frana. Ci vedo sì la conferma del luogo comune per cui i tedeschi fanno tutto sul serio, e hanno cercato di fare sul serio anche i comunisti, persino più dei russi, che volevano costruire l’homo sovieticus, ma l’homo alemannus già era pronto. Poi sì, è diventata una vera vergogna su cui tutti tacevano, in modo particolare dove avrebbero potuto parlare, quindi, più che in BRD dove pesavano gli accordi dei vincitori, in altri paesi: ricordo come fosse ieri quando la nostra TV annunciò che il reddito pro capite della DDR aveva superato quello italiano.
    Intanto là il regime, per tener testa in qualche modo ai fratelli separati, imbottiva di droga le loro ragazzine, che vincevano tutto, in particolare nel nuoto e nell’atletica. Tutti citano il 10″49 della Griffith a Seoul nel 1988, pochi il 47″60 sui 400 di Marita Koch del 1985. Chissà che fine hanno fatto le walkirie dell’est… non se ne parla granché, e i nostri giornalisti televisivi se citano quei record si guardano bene dal precisare ciò che i più giovani non sanno. Ma di questo sono colpevoli oggi i tedeschi nel loro insieme, se all’est non si poteva parlare, e all’ovest bisognava rispettare la linea di Yalta?
    Ci sarebbe da ridire, se mai, sugli aiuti che la UE di allora diede per la loro riunificazione; ma che colpa hanno loro dei nostri sigg. Trains? Fossi tedesco, prima di sganciare un eruro, voglio vedere qualcosa del genere in Italia, Spagna e Grecia. Ma sono stati gli inglesi, mi pare, a pubblicare la famosa vignetta dove l’Italia, da Roma in giù, prende nome di Burdel, e nessuno qui ha fiatato; a Napolitano neanche l’avranno detto, per evitare che, come il sig. Topo, mettesse l’elmetto e recuperasse la giberna del nonno e la doppietta del padre.
    A proposito di sigg. Trains, possibile che nessuno abbia ancora pensato di far scendere il debito di un buon 10% sbolognando la Sicilia ai tunisini, così non litigano neppure più per la pesca fuori dalle acque territorali? E vuol mettere l’esempio? Ceduta la Sicialia alla Tunisia, tutti si metterebbero a rigar dritto, anche all’Asinara.”

    Quando scrive commenti farneticanti come questo, non faccio altro che sbellicarmi dalle risate. Come sarà in classe? Spiega davvero in questo modo? Se così fosse allora si comprenderebbe perché alcuni studenti hanno dei seri dubbi sulla validità della sua cosiddetta “didattica.”

  8. 07/08/2012 2:42 pm

    Erasmo

    6 agosto 2012 at 15:46

    Molto semplicemente, non sono antisemiti nell’accezione attuale, che riserveremo in primis a quelli che sostengono di criticare il governo israeliano e non gli ebrei, ma non si capisce su quale base.

    Impegnato com’era a farsi una solida cultura fascista e stalinista, il sig. erasmo ha omesso di studiare le origini dello Stato israeliano, del quale ignora totalmente sia le basi ideologiche sioniste, sia la lunga, cinicamente paziente opera di preparazione storica, culminata con il “Piano Dalet”: le prime e la seconda, di esse logica conseguenza, profondamente intrise ab origine di razzismo antipalestinese. Basti qui citare, sull’argomento, “Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001”, dello storico israeliano Benny Morris.

  9. Le contraddizioni di teddy permalink
    07/08/2012 5:44 pm

    Autore di un altro mega commento che per motivi di spazio (non è esilarante come quello di red) non riporto per intero. Nella prima parte, teddy accusa i tedeschi di essere razzisti con gli italiani e che lo Spiegel si rese famoso per una copertina nella quale l’Italia ai tempi degli anni di piombo era raffigurata come un piatto di spaghetti con una P38 come condimento. Sin qui nulla di male, però, teddy nella seconda parte del suo commento esprime un giudizio nei confronti dei tedeschi, accusati di essere: “…un popolo di merda. Andavano tenuti separati e in condizioni di soggezione economica e politica, così come voleva la Thatcher, che era una che di figli di puttana se intenva, Mitterand, la Polonia, la Cecoslovacchia e via dicendo.
    Invece, sono stati riunificati e hanno avuto anche il permesso di ricostituirsi forze armate autonome.
    Tutto in nome dell’integrazione europea, quella che loro hanno sempre interpretato come integrazione tedesca.
    Monti parla del pericolo di una rinascita in europa di sentimenti anti-tedeschi: io direi che solo i fessi e gli albergatori romagnoli lo ritenevano sepolto.”

    Nostalgico del muro di Berlino il nostro caro teddy!

    • 07/08/2012 8:37 pm

      Se fosse ancora vivo, Markus Wolf gradirebbe assai il commento del sig. teddy.

      PS: quest’ultimo deve avere seri problemi di schizofrenia, prima scrive:

      Militari tedeschi sparavano a quei pochi loro connazionali che tentavano di scavalcare il muro. Una vergogna che è durata cinquant’anni e passa, senza che nessuno, a ovest come a est, avesse nulla da ridire“; dopodiché si contraddice di brutto, vergando il periodo da te riportato, Jazz:

      Andavano tenuti separati e in condizioni di soggezione economica e politica, così come voleva la Thatcher, che era una che di figli di puttana se intenva…“.

      Scusi, sig. teddy, ma lei ogni tanto rilegge quello che scrive?

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