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Merdasmo for ever

12/12/2013
by

Merdasmo:Nel medioevo c’erano Dante e Petrarca, Giotto e Antonello da Messina,  Francesco
d’Assisi e Lorenzo de’Medici. Che personaggi gli contrappone Letta? Forse Van
Rompuy?

Che poi, nel Medioevo c’era il Sacro Romano Impero, ovvero l’Europa unita, a direzione germanica. Caso mai.

[Della serie: Ein Volk, Ein Reich, Ein Fuh…, pardon, Ein Kaiser.]

  • Per Time papa Francesco è uomo dell’anno. Forse siamo giá ripiombati nel medioevo.

    [Papa Francesco è un gesuita, c’entra con il Medioevo come i cavoli a merenda]

  • Nel Medioevo c’era Lorenzo de’ Medici? Nacque nel 1442, in pieno XV secolo: possiamo ancora parlare di Medioevo?

    [Domanda ineccepibile, noi aggiungiamo: che c’entrano Giotto e Antonello da Messina?]

  • Nemmeno lei scherza nell’utilizzare le categorie storiche: c’è chi mette in dubbio che il Medioevo sia finito nel 1492; alcuni sostengono che sia finito con la caduta di Costantinopoli nel 1453, altri sostengono che sia finito la notte di Ognissanti del 1517 con l’affissione delle 95 tesi di Lutero, mentre altri ancora potrebbero dire che l’età moderna sia improvvisamente esplosa il 14 luglio 1789 con la presa della Bastiglia. Tutte queste date potrebbero essere plausibili, ma non è detto che siano l’alfa e l’omega di tutto. Inoltre, aggiungiamo che c’è chi potrebbe distinguere tra alto medioevo e basso medioevo; in ogni caso non crediamo che l’umanità nella sua interezza si sia accorta che nel 1492 l’uomo moderno abbia preso il posto di quello medioevale,: pensiamo che l’uso disinvolto delle categorie storiche generi confusione, come è avvenuto nel caso di Letta e nel suo caso..

    [Anche questa è una riflessione ineccepibile]

    • C’è gente che batte internet a tappeto, alla ricerca di qualcuno da accusare di “classificare, categorizzare”, e sinonimi. Nella peggiore delle ipotesi, che qui ci viene risparmiata, ti fa una bella lezione sul dubbio, e sull’opportunità di averne tanti, e poche certezze. Nell’ipotesi migliore (che qui non ci viene risparmiata) ti fa una lezione su tutto il resto. Lezione respinta al mittente, non perché i contenuti siano sbagliati (semmai, è roba che sanno tutti) quanto perché fuori tema. Un tizio, casualmente il presidente del consiglio, usa un vieto luogo comune per demonizzare una posizione politica che gli è sgradita. Se usa un vieto luogo comune (sprofondare nel medioevo come se fosse una grande schifezza) è evidente che si rifà al luogo comune che il medioevo è un’epoca di transizione da un’epoca classica all’altra. Quindi, cosciente o no, intende quel medioevo convenzionale che, per luogo comune, va dal 476 al 1492. Le lezioni vanno quindi a lui rivolte, non a chi ne parla. Così, se parlo di qualcuno che dice “non ci sono più stagioni”, non voglio sentirmi fare una lezione di astronomia.

      [Le ultime parole famose: c’è gente che batte internet a tappeto. Della serie: da quale pulpito viene la predica]

    • Per Marx il Medioevo finisce addirittura col XVII secolo, non è questo il problema. La questione è se, dovendo produrre cinque o sei nomi di grandi del Medioevo, valesse la pena di metterci dentro proprio Lorenzo de’ Medici, che è uomo rinascimentale par excellence. Ma dinanzi all’obiezione che il Medioevo inizia qui e finisce lì, perché così ci è stato detto a scuola…

      [A Malvino cadono letteralmente le braccia]

      • Valga la seconda parte della risposta qui sopra (quella al minus habens, non a te). E nota che nell’analogia non ho parlato di lezioni di meteorologia, ma di astronomia. Tu che, a differenza del minus habens qui sopra, sei intelligente, certamente mi intendi, perché l’uso dell’analogia non è alla portata di tutti.

        [Sembra una serpe alla quale hanno pestato la coda. Se Merdasmo non insulta non dorme la notte]

        • Il commento è in attesa di approvazione.

          Lei come si permette, chi le dà il diritto d’insultare?

          [Commento inspiegabilmente messo in moderazione, chiunque reagirebbe di fronte a un insulto così vile]

        • A intendere, ho inteso. E visto che anch’io ti reputo intelligente, mi sono limitato a stupirmi del fatto che tra i modelli di grandi uomini del Medioevo tu mettessi il Magnifico, tutto qui. Mi ha spiazzato la risposta che mi hai dato, perché pensavo avessi inteso cosa intendessi dire. Voglio dire: Leon Battista Alberti è nato addirittura una quarantina d’anni prima di Lorenzo de’ Medici, ma gli possiamo dare del medioevale?

          [Malvino lo sta prendendo per il culo, e lui non lo capisce]

        • Il commento è in attesa di approvazione.

          No, signor Castaldi, non possiamo dare del medioevale a Leon Battista Alberti, né a Poggio Bracciolini, né a Pico della Mirandola, né a Marsilio Ficino.

          [Inspiegabilmente anche questo commento è in moderazione]

  • Il commento è in attesa di approvazione.

    Facciamo ordine: il signor Luigi Castaldi le ha posto una domanda ben precisa: ha detto che Lorenzo De’ Medici nacque nel XV secolo e ha chiesto se “possiamo ancora parlare di Medioevo? Lei ha laconicamente risposto: “Così ci hanno insegnato a scuola. Fino al 1492.” Chiunque legga, pensa che la domanda sia rivolta a lei in qualità di autore del post, non al Presidente del Consiglio Letta e che non abbia voluto rispondere alla precisa domanda del signor Castaldi. A causa dell’ambiguità della sua risposta, i cui motivi mi sembrano oscuri, si è pensato che, oltre a Letta, anche lei avesse bisogno di un chiarimento sul concetto di Medioevo perché sembrava che alcune questioni le fossero poco chiare. Dire che a scuola le hanno insegnato che nel 1492 finisce il Medioevo e inizia l’età moderna, ha dato l’impressione che lei abbia avuto degli insegnanti di cultura scolastica che spiegavano una disciplina particolarmente complessa come la storia con metodologie ampiamente superate.

    [Prima pubblicato, poi cassato, cosa passa per la testa di Merdasmo? Mistero]

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33 commenti leave one →
  1. Evo Medio o Medio Evo? permalink
    12/12/2013 6:34 pm

    Merdasmo: perché per quanto mi riguarda è la stessa definizione di medioevo che ha poco significato. E’ buffo vedere un tizio che pur di dare aria ai denti le spara così grosse da non rendersi conto del ridicolo. Chi cazzo è lui per dire queste cazzate? Parla di storia come se fossero chiacchiere da bar.

  2. Quod erat demonstrandum permalink
    12/12/2013 6:46 pm

    I commenti di Leandro sono stati definitivamente cassati, noi siamo riusciti a salvarli e li abbiamo pubblicati qui. Merdasmo pensava di sfangarsela, stavolta gli è andata male.

  3. jazztrain1 permalink
    12/12/2013 7:43 pm

    Forse Erasmo non è a conoscenza del fatto che i primi a distinguere come età di mezzo, quel periodo storico che va dalla caduta di Roma sino al XV secolo sono stati proprio gli umanisti: uomini come Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Lorenzo Valla; architetti, filosofi, storici che avevano come modello Atene e la cultura classica e che avevano ben chiara la differenza tra antico e moderno, concetto del tutto sconosciuto ai medioevali. Quando una nullità si permette di dire che per lui la definizione di medioevo ha poco significato, vuol dire che siamo allo sbando e che chiunque si può permettere di scrivere le più incredibili scemenze senza che qualcuno gli faccia notare tutte le stupidaggini che scrive a causa della sua immensa presunzione.

  4. 12/12/2013 9:26 pm

    Quando si usa l’espressione usata da Letta, “piombare nel Medioevo”, ci si riferisce normalmente (dato anche il verbo piombare) ai suoi inzi, o tuttalpiù alla sua prima parte, quella comunemente detta “Alto Medioevo”. Per questo motivo, a Malvino come al sottoscritto e a molti in generale, stridono le orecchie a sentir menzionare gente come Lorenzo de’ Medici e Antonello da Messina tra gli uomini del Medioevo. Ma anche, aggiungo io, come Boccaccio e Masaccio.
    In effetti, almeno da un punto di vista strettamente artistico e culturale, va notato che l’Italia e poche altre parti d’Europa erano in realtà uscite dal Medioevo con almeno un secolo d’anticipo sulle date comunemente adottate quali suo termine, le quali costituirono punti di svolta anche importanti dal punto di vista storico-polico, ma molto di più per altre parti d’Europa. Nell’arco di tempo in cui vissero – un secolo o poco più – nessun altro luogo d’Occidente registrò le svolte imposte da personaggi come San Francesco, Cimabue, Giotto, Dante, Petrarca e Bocaccio, ciascuno nel suo campo. Assai più correttamente, è proprio quel periodo, comunemente detto Umanesimo, che andrebbe definito come il vero Rinascimento italiano. Di certo, in quel periodo la cultura percorse larghissima parte del percorso verso la rinascita e l’uscita dal Medioevo. Il Quattrocendo e il Cinquecento registrarono in Italia, Provenza, Aragona, Fiandre e poche altre zone soltanto il compimento di quella rivoluzione e la sua estensione al resto d’Europa e alle potenze nascenti, contemporaneamente favorite anche da avvenimenti storici di grande portata, come l’unificazione degli stati prima e le scoperte geografiche dopo.
    L’equivoco sul termine Rinascimento (e conseguntemente anche sul termine Medioevo) ha in parte origine dal fatto che la parola Rinascimento (Renaissance) ebbe la sua fortuna e la sua consacrazione più al di fuori, dove il risveglio tardò ad arrivare, che dentro le aree culturalmente privilegiate.
    Qualcuno fa terminare il Medioevo ed iniziare il Rinascimento nel 1492 in quanto anno della morte di Lorenzo il Magnifico, il che suona decisamente male. Al punto che si potrebbe dire assai più plausibilmente il sostanziale contrario, cioè che proprio attorno a quella data la fase di vera e propria rinascita della cultura trovò semmai maturazione e compimento. E che ad essa seguì una fase di stabilizzazione che durò tutto o quasi il Cinquecento, fino agli albori della scienza moderna e dell’Illuminismo.

  5. jazztrain1 permalink
    12/12/2013 9:35 pm

    Top Ganz, approvo in pieno il tuo intervento. Da standing ovation.

  6. Oi dialogoi permalink
    13/12/2013 1:19 am

    Leandro: …altri sostengono che[il Medioevo n.d.r.]sia finito la notte di Ognissanti del 1517 con l’affissione delle 95 tesi di Lutero

    Merdasmo: In realtà, se parliamo non più di medioevo e rinascimento, ma di passaggio alla modernità, io una data ce l’avrei, che è anche posteriore al 1492. Tralascerò Erasmo*, che comunque rimane il fondatore, e andrò sulle azioni, più che sul pensiero. La data è il 1517.

    Merdasmo, guardi che questa data è stata citata da Leandro. Si, quello stesso Leandro che lei ha definito minus habens. Lo ha letto il commento del suddetto Leandro? Lo ha capito? Noi crediamo di no.

    *Erasmo, quello vero, non la ridicola parodia mestrina, era un umanista.

    • 13/12/2013 11:17 am

      Guarda però che il tipo è talmente immondo che può benissimo averla capita per poi appropriarsene e farsene bello. Del resto la fama della sua scorrettezza corre il mondo sui venti degli oceani.

      • jazztrain1 permalink
        13/12/2013 1:51 pm

        Concordo Top Ganz, sarebbe capace di fare qualsiasi azione, soprattutto la più vile. Non ho mai conosciuto un personaggio più scorretto di lui.

      • 13/12/2013 3:39 pm

        Su venti merdosi, per l’esattezza. Ma noi qui siamo ben equipaggiati contro il mìasma (così il sig.caz. gode un po’) merdasmiano: il fio puzzolente delle sue colpe di imbecille congenito qui non entra. Qua dentro respiriamo sempre aria fresca di montagna, meglio di Nietzsche in Engadina.

  7. Merdasmo, lo storiografo permalink
    13/12/2013 1:35 am

    Di questa cippa lippa: La controriforma è un modello vincente, che, oltre alla decadenza del nostro paese nei secoli successivi, può aiutare a interpretare anche le vicende italiane attuali, visto che il rifiuto del cambiamento è, da allora, una costante italica.

    Merdasmo, che scemenze scrive? Una analogia che non tiene conto del fatto che il nostro paese ha avuto anche nei secoli successivi al XVI una tradizione culturale laico-illuminista di tradizione lombardo-partenopea prima, romantica e risorgimentale dopo.

  8. Merdasmo, l'ermeneuta permalink
    13/12/2013 1:50 am

    E non tanto per le cose che dice Weber, il quale non ha neppure spiegato bene come mai chi crede alla predestinazione dovrebbe darsi da fare più di chi crede nelle buone opere.

    L’etica del calvinista si basa sulla vocazione al lavoro e sull’attività produttiva come opera di bene; il successo nel lavoro dovrebbe essere un segnale favorevole della Grazia divina nei confronti del “predestinato”; infatti, chi lavora, lo dovrà fare sino alla fine dei suoi giorni onorando, tramite la sua attività lavorativa Dio, se vorrà avere la speranza di conquistare post mortem un seggio in Paradiso. Per questo deve darsi da fare, altrimenti, se smette di lavorare non potrà mai conquistare la salvezza.

    Non è vero che Weber non spiega bene queste cose; semmai tiene a precisare che lo spirito del capitalismo moderno derivi esclusivamente da quello calvinista e non dal radicalismo pessimista del luteranesimo. Ammette che il capitalismo è nato prima dell’avvento di Calvino, però dice che il cattolico ha sempre interpretato il successo economico come mezzo per ottenere, dopo aver lavorato, il godimento dei beni guadagnati ritirandosi dagli affari. Simile atteggiamento è impensabile per un calvinista, che non smette mai di produrre pur non avendone bisogno. Come al solito Merdasmo dimostra tutta la sua superficialità nell’analizzare fenomeni complessi come quelli della Riforma protestante e della Controriforma cattolica. Inventa delle teorie prive di fondamento e interpreta a modo suo, perché privo di qualsiasi seria metodologia, i problemi della storia.

  9. La faccia di culo di Merdasmo permalink
    13/12/2013 1:56 pm

    Merdasmo anti Malvino: L’ultimo commento è di Poverobucharin, uno che da Malvone c’è sempre, e che, se ci volessimo concedere una giocosa allitterazione, potremmo definire “laconico lecchino”. Lui non spende mai molte parole, ma alla fine del commento il posteriore di Malvone gronda sempre di saliva

    Merdasmo pro Malvino: Analisi che condivido. Poi, nel caso specifico di Isotta, potrebbe anche trattarsi di puro esibizionismo.

    • jazztrain1 permalink
      14/12/2013 9:34 am

      Se dovessi fare il dietrologo direi che Malvino, alias Luigi Castaldi, abbia fatto capire a Erasmo che potrebbe essere controproducente attaccarlo o definirlo secondo una pittoresca frase ligure cagun de botte (chissà che vuol dire…). Potrebbe fare per dispetto il sicofante: per esempio potrebbe riferirmi qual è il vero nome e cognome di Erasmo, dove abita e potrebbe darmi persino il suo numero di telefono. Una simile minaccia potrebbe atterrire il pavido Erasmo..
      😀 😀 😀

    • 14/12/2013 12:38 pm

      Il merdeneuta

  10. Il silenzio è d'oro... permalink
    14/12/2013 9:47 am

    e la parola è d’argento, nel caso di Ma(r)cello porello, la parola è di latta; non contento della colossale figuraccia rimediata, Ma(r)cello il porello insiste https://topgonzochainsawmassacre.wordpress.com/2013/11/26/figura-di-merda-disastrosa/ dixit: “Lei attribuisce il titolo di misantropo con troppa leggerezza.
    E’ di dominio pubblico che qui il misantropo sono io…”

    Così crede lui; sappiamo con certezza che il porello non è altro che un imbecille di dominio pubblico, che insiste testardamente a fare colossali figuracce come quella rimediata nel blog di Marcoz.

  11. A proposito di Imbecilli con la I maiuscola permalink
    14/12/2013 11:11 am

    anche questo non scherza: “A sentirli, gli italiani sono tutti poeti e amano i poeti; una volta, infatti, si diceva che fossimo un paese di poeti. Prendi quel cantante: è un poeta. Prendi quell’altro, un politico: pure lui un poeta. La poesia è in cima ai nostri pensieri. Eppure, un paio di giorni fa, Carlo Conti, declamando gli ultimi versi de Il Cinque Maggio di Manzoni, oggetto di una delle domande al suo quiz televisivo, così si è esibito:


    sulla deserta coltrìce
    accanto a lui posò.

    Lei è ancora più stupido se trascorre le serate a vedere in televisione i quiz di Carlo Conti per scrivere thread inutili come questo.

    • 14/12/2013 1:36 pm

      Effettivamente, l’avessi sentito da Radio 3, la cosa mi avrebbe depresso. Non vedo invece come il contesto menzionato potesse promettere di meglio di una “deserta coltrìce”. Ma quelli sono appunto. assieme a Pomezia Terme, i contesti culturali frequentati dal buon Pardipalle.

      • jazztrain1 permalink
        14/12/2013 1:43 pm

        Per fortuna la qualità di Radio3 non si discute, anche se tempo fa, mi pare che fosse proprio il nostro baciapile preferito ad avere riserve su un programma musicale come Alza il Volume. Conoscendolo avrebbe sempre da ridire su tutto come se fosse una zitella acida; sarebbe capace persino di dire la sua sul match di campionato del mondo di scacchi vinto dal neo campione del Mondo Magnus Carlsen contro Wisvanathan Anand oppure sul match di campionato del mondo di dama inglese vinto dal nostro Michele Borghetti contro Alex Moiseyev.

  12. Le ipotesi di Merdasmo permalink
    14/12/2013 9:27 pm

    Siamo ansiosi, sig.Train, di avere ragguagli metodologici. Possiamo ipotizzare? Bignami+Wikipedia?

    Merdasmo, ha mai sentito parlare della famosa regola Hypotheses non fingo?

    Non si basi su ipotesi che non è in grado di dimostrare, altrimenti le sue rimangono solo sterili congetture del tutto prive di significato.

  13. Bruciori di culo permalink
    15/12/2013 11:42 am

    Per il povero Merdasmo: “Alla sua preda non gliene frega niente del pescivendolo e dei sauri, come non è interessata agli scacchi, né al Defensor Pacis che lei millanta di leggere. Lei può invece provare a impressionarla facendo finta di essere Briatore in incognito.”

    Ahahahahahahahahahah! Merdasmo, le frega qualcosa? Certo che lei è un tipo bizzarro: prima accusa Jazztrain di essere un millantatore perché secondo lei non può leggere il Defensor Pacis, poi gli chiede a sua volta di millantare spacciandosi per un ricco ristoratore o per uno pseudo Briatore, solo per farsi bello nei confronti di una follower. Si faccia curare, viva la sua vita invece di spiare dal buco della serratura per poi giudicare quella degli altri.
    Non ha un po’ di dignità, Merdasmo?

    • jazztrain1 permalink
      15/12/2013 12:20 pm

      Gli brucia perché con il suo ridicolo nickname Manlio Beruschi (Erasmo, non mi dirai sul serio che ti piaceva veramente Enrico Beruschi) su twitter non aveva altro che 2 miseri seguaci. Ora lo tiene chiuso a chiave perché è stato smascherato e non potendo twittare in pubblico, reagisce così; per farmi un dispetto pubblica i miei twit nei quali non utilizzo il nick jazztrain ma il mio nome e cognome (questo smentirebbe una volta per tutte che io sarei un archetipo etc. etc.) per cui la questione diventa personale: un anonimo di natura sociopatica agisce in modo palesemente molesto perché è ossessionato da me. Secondo voi, uno come questo non è un caso patologico? Io non ho alcun dubbio in proposito, non so voi.

      • jazztrain1 permalink
        15/12/2013 2:16 pm

        “E’ davvero archetipica, sig.Train, questa sua lunga e inane battaglia per negare di essere un archetipo.”

        Perché mai devo dire per forza quello che vuoi che tu dica di me? Non ne vedo il motivo.
        E poi si può sapere una volta per tutte cosa ti frega di quello che faccio?

      • jazztrain1 permalink
        15/12/2013 2:40 pm

        “Guardi, sig.Train: rilegga con attenzione la sua prima frase. Non ci trova qualcosa di strano? La verità è che si tratta di una frase complessa, superiore alle sue forze. Si affidi con fiducia a noi, sig.Train. Il precettor Teddy è ancora disponibile.”

        Io dico che hai capito benissimo, fai finta di non capire e utilizzi questi mezzucci perché non mi vuoi rispondere. Poiché non ho tempo da perdere per tentare di dialogare con uno in malafede come te, allora ti mando cordialmente, ma molto cordialmente, a farti fottere.

        Addendum: “Il nerbo c’è, nuovo nuovo..”

        Bravo, ficcatelo in quel posto il nerbo, possibilmente senza vaselina.

      • Il Lanci permalink
        15/12/2013 4:22 pm

        E’ inutile dialogare con un fascista provocatore come Merdasmo. Lui, come i fascisti, prima provoca, poi fa la vittima.

        Che gran pezzo di merda fascista, sto Merdasmo

      • 16/12/2013 11:36 am

        Gli è che Briatore è il suo di modello ideale.

      • jazztrain1 permalink
        16/12/2013 1:46 pm

        Non lo metto in dubbio, solo che a differenza di Briatore che ha soldi e potere, lui è una nullità. L’unica cosa che sa fare è offendere il prossimo.

  14. Marsilio da Padova permalink
    15/12/2013 11:53 am

    La natura stessa ha dato inizio a questa distinzione pressappoco alla nascita degli uomini, generandone, secondo una inclinazione naturale, alcuni predisposti e inclini all’agricoltura, altri all’esercito, i rimanenti ad altri tipi di arti e discipline, uomini diversi per diverse discipline, uomini diversi per discipline diverse. Ma non ha predisposto un individuo a una sola arte o a una disciplina di un unico tipo , ma più uomini allo stesso tipo di arte o disciplina, come lo richiedeva la necessità di una vita degna dell’essere umano. Quindi ha generato alcuni uomini predisposti alla saggezza, poiché nella comunità politica la parte giudiziaria e deliberativa deve essere costituita da uomini saggi; ne ha generati altri predisposti alla forza e al coraggio, poiché giustamente la parte militare è costituita da tali uomini. Così ha predisposto anche gli altri uomini ai generi di qualità pratiche e teoretiche necessarie o adatte al vivere e al vivere una vita degna dell’essere umano.

    Marsilio da Padova: Il Difensore della pace, introduzione a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Broccheri, casa editrice Rizzoli, Libro I Capitolo VII pp-71-73; testo latino a fronte; traduzione e note di Mario Conetti, Claudio Fiocchi, Stefano Radice, Stefano Simonetta.

  15. Le cazzate di pardipal permalink
    15/12/2013 7:12 pm

    “Pssst… sig. Train: si scrive “Twitter”, ma “tweet” e non “twit”. L’inglese è pieno di insidie. “Twit” incidentalmente vuol dire “fesso”.”

    La figura del twit (del babbeo, del cretino, non del fesso che è sinonimo di ingenuo) la fa lei Pardipal, perché non è la prima volta che parole di origine straniera vengano italianizzate. L’accademia della Crusca considera valido il verbo twittare, ergo in teoria si potrebbe dire mandare un twit. http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/parole-nuove/twittare. Chi è il fesso, Mr. Pardipal? Lei, ovvio.

    • 15/12/2013 7:23 pm

      Se l’accademia della Crusca considera valido il verbo twittare, potrei dire che oggi ho twittato un messaggio nel quale dico che Pardipal ed Erasmo sono due imbecilli. Non ci credete? Quasi quasi lo mando questo “twit”, pardon questo tweet.

      Mandato il tweet. P.S. Un amico mi ha detto in privato: “Perché hai citato questi due cretini?” Gli ho risposto: “Così, per fare un dispetto.” 😀

  16. Blogspot permalink
    15/12/2013 9:02 pm

    Fa male constatare come Il sig.Train continui a vivere in maniera contrappositiva il suo rapporto con noi. Dopo tutto quello che abbiamo fatto per lui.

    Voi lo chiamate rapporto, noi lo chiamiamo stalking.

    • jazztrain1 permalink
      15/12/2013 9:19 pm

      Ormai Erasmo è definitivamente andato. Una prece.

  17. jazztrain1 permalink
    15/12/2013 9:31 pm

    Non ho mai conosciuto uno più ottuso di Pardipal che chiede con insistenza chiarimenti su questioni così inutili al punto da risultare insopportabilmente noioso. La cosa più incredibile è che, pur avendo torto marcio, insulta come un inquisitore: meno male che è un cattolico apostolico romano praticante. Evidentemente non ha capito bene il messaggio cristiano perché non gli hanno ancora insegnato come si deve l’etica del perdono.

    Pardipal, invece di fare il topo di sagrestia, leggi qua un brano e vediamo se lo capisci una volta per tutte: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/parole-nuove/twittare

    Così il ricorso a un neologismo diviene l’unica scelta possibile per indicare la comunicazione con Twitter: twittare (circa 14.500 occorrenze del solo infinito su Google nel luglio 2009, oggi 133.000; 133 occorrenze nell’archivio di “Repubblica”, 60 in quello del “Corriere della sera”), meno frequentemente twitterare (circa 2.500 nel 2009, oggi 12.100; 4 occorrenze nell’archivio di “Repubblica”, nessuna in quello del “Corriere della sera”), in entrambi i casi con l’adattamento morfologico all’interno della prima coniugazione tipico delle neoconiazioni verbali dall’inglese.
    Con twit, o più fedelmente tweet, si indica il singolo messaggio, e di twit in twit si costruisce il proprio microblog. Peccato che nel passaggio dall’inglese all’italiano si perda il richiamo, volutamente cercato, al significato primo di to twitter, ‘cinguettare’; tanto che, talvolta, si sente il bisogno di usare proprio il traducente cinguettare, quasi sempre in modo ironico, per descrivere questo continuo rumore di sottofondo nel cyberspazio.

    Più fedelmente tweet dice l’estensore della voce dell’Accademia della Crusca, ma non condanna il termine twit. Hai capito? O te le devo spiegare altre 50 volte?

    P.S. Pardipal, perché non apri un account twitter, forse avrai più follower dello stesso Erasmo alias Manlio Beruschi che si è fermato a quota 2. Tu potresti arrivare a 3 che sarebbe il numero della Trinità.

  18. Quando non si ha un cazzo da fare permalink
    16/12/2013 12:41 am

    Noi veniamo qua, spesso ci facciamo, grazie a Lei, oltre alle nostre quattro chiacchiere, due risate con cui teniamo a bada le torme delle cure onde con noi si struggerebbe questo reo tempo se non ci fosse appunto Lei.

    Ma guardali ‘sti scemi, ammettono pubblicamente che non hanno un cazzo da fare e che ormai sono in fase declinante. Possiamo capire il ligustico pensionato che non sa come trascorrere la giornata, non sa più a chi deve rompere i maroni, e si è reso conto che nessuno se lo fila perché troppo idiota. Ma gli altri due inutili cazzoni come Pardipal e Merdasmo? Quelli non li capiamo proprio. Non hanno un cazzo da fare tutto il santo dì? Pensano solo a spiare dal buco della serratura?

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