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Ballo a tre passi

13/03/2014
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1) Barbaracchia racconta una storiella con tanto di morale; 2) il solito Merdasmo, conformemente alla sua natura di stronzo colossale, utilizza il finale della storiella suddetta per indicare il genere femminile come tardo di comprendonio ; 3) la Barbaracchia ingoia la frecciata merdosa con una replica a denti stretti, perché, nonostante la sua indole di pasionaria protofemminista non può mandare a fanculo il sig. Merdasmo come sicuramente vorrebbe, se vuole conservare un angolino nella fogna dei tropstronzi. Enjoy.

  • E’ la storia dei due doni, non c’è niente da fare.

  • Nel caso, peraltro improbabile, che qualcuno non la conoscesse:
    Quando Dio creò Adamo ed Eva, aveva due regali da dar loro.
    Li chiamò e disse: “Ho due regali da darvi, uno è l’arte di far pipì in piedi…”
    Adamo lo fermò subito: “Sì, lo voglio io, sarebbe bellissimo, la vita sarebbe molto più semplice e molto più divertente…”
    Dio guardò Eva ed Eva fece un cenno di approvazione:
    “Perché no, non è così importante per me”.
    Allora Dio lo diede all’uomo.
    Adamo urlò di gioia, fece salti e pipì da tutte le parti, spruzzò sulle pareti ed corse fino in spiaggia dove fece di nuovo pipì e ammirò il motivo che era riuscito a fare nella sabbia.
    Dio ed Eva guardavano l’allegria di Adamo, ed Eva chiese a Dio:
    “E cos’era l’altro regalo che volevi dare?”
    “Il cervello Eva, il cervello”

  • Oh bella. E perché poi non gliel’ha dato?

  • Myollnir

    Touché!

  • @Erasmo: questa ti costerà cara, ragazzo. Molto cara, sàppilo.

    NOTA:
    Naturalmente, se dovessero commentare questo post, il sig. Merdasmo, la Barbaracchia & C. direbbero sicuramente che noi non si è capito niente, perché la replica dell’arpìa era ironica, che lei con Merdasmo stava scherzando…certo, come no.
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17 commenti leave one →
  1. Povero Red. permalink
    13/03/2014 1:56 pm

    Ironica? No, più divertente di un mal di denti

  2. Dedicato a Merdasmo permalink
    13/03/2014 3:25 pm

    Il keynesiano * Prof. Giulio Sapelli, mortale nemico di Merdasmo

    *Il pensiero economico di Keynes fa venire l’orticaria a Merdasmo e ai neoeconomisti classici alle vongole.

  3. 13/03/2014 10:22 pm

    Ci chiediamo se il sig. Marcoz non meriti di compiere un ulteriore progresso nella sua carriera di vile e scalcinato fiancheggiatore e servo sciocco. Urge, a nostro avviso, trovare un sostantivo adatto alla bisogna o, nel peggiore dei casi, un aggettivo che illumini il Suo talento e la nostra invidia.

    red. cac., si spera non a titolo strettamente personale

    Beh, noi “pezzo di merda” gliel’abbiamo già attribuito da gran tempo: se poi lei ci vuole aggiungere “spia colta in flagrante e identificata per il nostro divertimento”, noi non abbiamo nulla in contrario.

    • Boris permalink
      13/03/2014 11:21 pm

      Non solo vile fiancheggiatore, per giunta spia colta in flagrante. A che livello di abiezione è sceso il Marcoz, pardon, il Merdoz.

  4. The Riddler permalink
    15/03/2014 9:03 am

    Indovinello, per i solutori più abili

    Pezzo di Merda A
    14 marzo 2014 at 23:35

    I berretti sono muniti di buchi per le orecchie, e quindi il sig.Train ha abilmente dedotto che sono destinati a lui. Il problema, però, sono le fidanzate sporche di calce. Il sig.Train già lamenta gravi irritazioni alle mucose.

    Pezzo di Merda B

    15 marzo 2014 at 01:52

    Finiamo sempre per sopravvalutare il sig. Train. Avevamo dato per scontato che bastassero le dimensioni (e la forma) atte a ricoprire la capoccia immortalata qui a destra, nel suo angolo personale. Invece ha ragione Lei, ex collega: senza i buchi non ci sarebbe arrivato così in fretta.

    Chi sono i due simpaticissimi pezzi di merda che stanno allegramente colloquiando? Se non risolverete l’indovinello, troverete la soluzione su http://topgonzo.wordpress.com/2014/03/14/allarme-allasinara/

    • 15/03/2014 1:55 pm

      Poi i tropstronzi si scandalizzano come liberatori di Aushwitz se qualcuno ipotizza che uno di loro sia un paralitico in carrozzella che, non avendo impegni né granché facoltà di muoversi, passa il tempo a provocare, ingiuriare e perseguitare il prossimo su internet ed annessi.

      Da ciò e dalle altre annose esperienze fatte – ahinoi! – con questi animalacci ipocriti, razzisti e bacchettoni, si ricava che la loro etica si riduce sostanzialmente a questo assunto: sul conto del prossimo che non ci garba si può dire di tutto e di tutto il peggio di tutto, come le oziose imbecillità da baretto di periferia ripetute per l’ennesima volta qui sopra, in merito alle pretese “fidanzate del Sig. Train”. Iddio vi salvi, invece, dalla gragnuola dei peggiori insulti che ricevereste qualora – non v’azzardate mai – vi capitasse ingenuamente di:
      1) criticare, anche solo vagamente e marginalmente, una sola scelta politica di Israele;
      2) riconoscere, anche solo vagamente e marginalmente, una qualità positiva alla cultura degli arabi, quei terroristi zozzoni, doppi e infingardi, sempre, comunque e ovunque;
      3) contraddire anche una sola parola di un trpstronzo;
      4) difendere sia pure velatamente o blandamente chi incorra nelle orripilanti eresie di cui ai precedenti punti 1-2-3;
      4) ipotizzare che il tuo interlocutore sia un paralitico in carrozzella (*).

      NOTA (*). Solo questo, eh, non spaventatevi. Tutto gli altri appellativi connessi a sindromi più o meno realmente morbose, secondo la loro supponente aggressività (cosette tipo: mongoloide, spastico, impotente, frocio, sciancato, gobbo, paranoico, sifilidico, negro, incontinente, pippaiolo, grassone, anoressico, deficiente, alzheimeriano, parkinsoniano, maniaco, autistico, schizofrenico, pedofilo, esibizionista, lebbroso, ecc., ecc.), tutti noi possiamo invece tranquillamente rivolgerli al nostro prossimo, nondimeno rimanendo, secondo l’etica dei tropstronzi, dei perfetti gentleman londinesi. E in effetti loro, i tropstronzi, intimamente sono convinti di permanere comunque persone perfettamente rispettabili anche dopo, come qui sopra, aver parlato delle fidanzate altrui. Del resto, anche una iena ha una buona stima di sé.

      • Marvin permalink
        15/03/2014 3:11 pm

        Non a caso sono fascio-leghisti-razzisti, sessuomani, parafiliaci. Sono pure dei repressi perché impotenti sessualmente. Merdasmo e quell’altro idiota arteriosclerotico sono un trattato di socio-psico-patologia quotidiana vivente.

  5. Le domande di Merdasmo permalink
    15/03/2014 4:36 pm

    Ma dica, sig.Train: chi è quello con l’accento delle montagne vicentine che commenta il rugby facendo quasi più errori di italiano di lei?

    N.B.” L’accento delle montagne vicentine”, e poi si lamenta se consideriamo Merdasmo uno schifoso razzista.

  6. 15/03/2014 10:30 pm

    La cosa più avvilente di tutta la faccenda tropstronzica è che un ex (per fortuna della scuola italiana) professore di Greco e Latino al Liceo Classico si dedichi pervicacemente, fin dai tempi dell’insegnamento, a cotanta dimostrazione di ignoranza, viltà, idiozia e sottocultura della più becera specie: anziché impegnarsi in ben altre occupazioni, come ad esempio produrre un cazzo di saggio decente di filologia greca o di critica letteraria. O scopare con qualche essere che meriti almeno minimamente l’appellativo di “donna”.

    • 16/03/2014 1:07 pm

      Perdonami, Thor, ma tu, come ogni persona schietta, tendi a figurarti che tutti quelli che svolgono/hanno svolto la tua stessa professione o una professione limitrofa l’abbiano svolta con lo stesso interesse, la stessa passione e la stessa cura che usi metterci tu. Ora, passi per una siffatta sindrome in sé, nobile seppur ingenua. Ma come fai ad esserne preda anche quando ti capita uno come il vecchio e miserabile citrullo?

      Ma che saggi e critiche vai rimproverandogli di non aver mai provato a imbastire?! Quello non vedeva l’ora di andare in pensione per mettersi – H 24, come dice Maroni – a grattarsi estaticamente quel che gli resta dei coglioni. Ecco, magari però un trattatello in proposito, un “De scarificatione ac consumptione coleorum” potrebbe anche buttarlo giù, ma occorrerebbe pur sempre che qualcuno poi lo traduca in latino.

      Anche quando “insegnava” era famoso in tutta la Superba per la sua proverbiale infingardaggine nei confronti del proprio dovere e per la sua comicissima inadeguatezza. Raccontate poi a tavola dalle sue giovani vittime, le sue lazzaronate, le numerose gaffe e strafalcioniI in cui inciampava durante ogni sua “lezione” (quando era costretto ad abbozzarne qualcuna a causa di un controllo o di un’ispezione del preside, cha amava cazziarlo di fronte e per la gioia della classe), rinfrancavano il clima grigio e afflitto da incomunicabilità tipico di molte case borghesi di Genova, e una volta tanto crassi sghignazzi risuonavano per le antiche stanze, risollevando l’umore un po’ di tutti i presenti.

  7. 15/03/2014 10:36 pm

    PS: dobbiamo peraltro rilevare i titanici sforzi del sig. caz. e del sig. merdasmo nella difficile arte del παρακλαυσίθυρον, in questo caso a me rivolto. Ma qui purtroppo siamo in pieno Tardo Antico, ché l’arte originaria è ormai persa per sempre.

  8. Marcos Welby permalink
    16/03/2014 2:27 am

    Ancora più avvilente vedere un ex professore di Greco e Latino impegnato a fare del cyber-bullismo in internet che viene meno al suo ruolo di educatore. E’ come se un medico decidesse di comportarsi come il dottor Mengele che, invece di curare, eliminava i malati, o come i poliziotti della banda della Uno Bianca che, invece di fare il loro dovere, commettevano rapine e omicidi.

    • Mallory permalink
      16/03/2014 10:04 am

      Ottimista, il sig.Train, sul ruolo di “educatore” affidato a internet.
      Così risponde il Merdasmo ad una riflessione sul cyber-bullismo in internet.

      Noi non pretendiamo che il Merdy faccia mea culpa, è sempre stato orgoglioso del suo ruolo di provocatore fascio-leghista, di stalker della rete, di coatto da quattro soldi sempre pronto a colpire alle spalle coloro per cui prova una morbosa antipatia. Merdasmo è solo un vigliacco che se ce lo trovassimo davanti implorerebbe pietà. Sa fare il gradasso con la tastiere del suo PC ed altro non sa fare perché è un pavido. Noi vorremo vederlo in altri contesti, possibilmente reali: ci sarebbe da ridere; sarebbe uno spettacolo vederlo davanti a noi mentre se la fa addosso dalla paura.

      No, noi ci riferiamo a colui che ama definirsi insegnante “antimodello”, talmente “antimodello” da suscitare in alcuni casi reazioni negative per la sua totale incapacità di applicare una seria metodologia didattica e di non essere capace di trasmettere valori provenienti dalla tradizione umanistico-classica alle giovani generazioni. Un personaggio la cui credibilità è men che zero e che pretende, in nome della sua boria da mediocre docente pseudo-erudito di Latino e Greco delle scuole superiori, di poter dare lezioni solo perché pensa di conoscere qualche regoletta per tradurre le frasi dal latino all’italiano.

  9. Ci fa piacere permalink
    16/03/2014 10:56 am

    Vedere Erasmo sostenere le posizioni di Giulietto Chiesa, un giornalista che ha sempre disprezzato perché filopaleestinese: Non soddisfacente, perché giustappone i due argomenti, senza che comunichino fra loro. La domanda è: come mai è illegittimo un referendum, mentre è legittimo un moto di piazza che assomiglia al colpo di stato? Le due cose vanno collegate.
    Non si esclude che esistano spiegazioni, ma certo l’anticipo di data non va bene, come argomento.

    Non sarebbe male se lo chiamassimo Erasmetto Chiesa Quaquaraqua.

  10. Marl Kalden permalink
    16/03/2014 6:05 pm

    Merdasmo: Un po’ meno pregevole il molti contro uno, [Da quale pulpito viene la predica, n.d.r.] ma forse si riferisce a lui più le quattro fidanzate.

    Molti contro di lei? No, Merdasmo, ci ha presi forse per il suo ridicolo branco?

    Noi non spariamo mai sulla Croce Rossa perché sappiamo che lei, vigliacco com’è, se la farebbe addosso se dovesse incontrare qualcuno che è stato volgarmente insultato dalle sue squallide volgarità. Merdasmo, lei è solo un miserabile cacasotto, ne basta e avanza uno per farle venire dalla fifa la diarrea.

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