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L’autobiografia di teddy

23/04/2014
by

Epistola a Miss Barbara

http://topgonzo.wordpress.com/2014/04/22/per-la-signora-barbara/#comment-36383

E mi chiedo, ponendomi nei panni di quella madre che, per un errore medico, apprende al settimo mese di stare generando un essere col culo al posto della faccia , se sia giusto che non debba poter scegliere, e sottolineo scegliere, tra il dramma di sopprimere la vita che porta in grembo o subire quello di generare uno sbaglio della natura che, nella migliore delle ipotesi, sarà destinato ad un Cottolengo qualsiasi, nella peggiore, costituirà l’orrore che madre e padre dovranno subire vita natural durante.”

Non pensiamo solo agli sfortunati genitori di teddy, ma anche a quelli di Merdasmo, Red. Caz., Pardipal etc. che hanno subito un simile dramma per avere generato dei  figli  che hanno il culo al posto della faccia.

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27 commenti leave one →
  1. Il gran dispitto di teddy permalink
    23/04/2014 6:35 pm

    teddy: Ce lo dica Lei che lo sa per esperienza, Sig. Train.

    Sior teddy, non vogliamo infierire; sappiamo che lei non ha il coraggio di apparire perché non ama mostrare in pubblico la sua faccia di culo.

  2. Amarcord permalink
    24/04/2014 1:53 am

    Per sorridere un po’: ecco cosa scriveva tempo fa Galatea: red. cac, ogni tanto si scosti dal suo ombelico, e prenda atto che il resto del mondo se ne strafrega di quello che Lei possa aver eventualmente votato. E poi, fantastica la chiusura: in breve, di essere quello che lei definirebbe un fesso che sa ragionare solo per schemi chiusi, e li applica anche a caso. Se ne torni nel suo blog, che lì è l’unico posto dove può talvolta darsi arie da intelligente.

    Che sia questo il motivo per cui il nostro cazz.one preferito la detesta? Ai posteri…

  3. Le acute riflessioni di Galatea permalink
    25/04/2014 2:49 am

    Sulle scemenze dei topgonzi, la blogger Galatea ha scritto dei commenti memorabili che meritano di essere riportati come memento per le generazioni successive. Galatea: Rec cac e la combriccola dei Topigonzi, confesso, li trovo invece dei casi interessanti da studiare per le dinamiche che mettono in atto. Sono sicuramente un gruppo di persone intelligenti, hanno un loro blog ed il loro intento dichiarato pare essere quello puramente satirico: hanno puntato tre o quattro obiettivi fissi (Malvino, Jazztrain e, per ora solo di striscio e saltuariamente, me). I loro bersagli vengono quasi ogni giorno presi di mira con post in cui si ripropongono con commenti pesantemente irridenti i loro “errori”, di sintassi o di ragionamento. E fin qui, per carità, è un comportamento abbastanza normale, sul web, non diverso da quello che tengo anche io in alcuni miei post fortemente critici.
    Quello che colpisce è la selezione degli obiettivi (dopo un po’ leggere il loro blog diventa noioso perché si parla ossessivamente in pratica solo di questi quattro/cinque tizi), ma soprattutto la strategia messa in atto al di fuori del blog, che è quella di essere costantemente presenti nel commenti dei blogger prescelti.
    L’obiettivo chiaro è quello di farsi cacciare dal gestore del blog: i commenti, se si segue per esempio l’evoluzione di quelli di red cac su questo blog, diventano via via più offensivi e pesanti, sempre più off topic e privi di reali obiezioni. Si trasformano, insomma, da allegra presa per il culo in una forma di attacco sempre più personale che arriva all’insulto diretto. E’ una dinamica interessante: a livello conscio probabilmente viene giustificata come forma di irridente provocazione, una sorta di gioco al rilancio per costringere il blogger che si proclama “democratico” ad arrendersi ed esercitare sui commenti la moderazione, quindi una forma di censura; dall’altra, però, è interessante come fenomeno psicologico: il troll, per giustificare il suo operato, ha bisogno del riconoscimento del gestore del blog: se non riesce ad avere la sua attenzione continua ad infastidirlo in maniera sempre più pressante per ottenerla.Siccome da qualche tempo sto raccogliendo materiale sul fenomeno del “commentatore fastidioso” nei blog, rec cac mi è oltremodo prezioso.
    In pratica è il mio Topogonzo da laboratorio.

    Essere definito in maniera irridente Topgonzo da laboratorio deve aver ferito non poco l’orgoglio malato di Red.Caz.One. Fesso numero 1, uomo di paglia e imbecille della blogosfera.

  4. A grande richiesta permalink
    25/04/2014 7:52 am

    Un altro commento di Galatea, dedicato sempre al nostro Red. Caz. One:Tutta la Sua bravura risiede nell’essere un pedante erudito capace solo di far le pulci agli altri perché non sa grattarsi via le Sue?
    In attesa di un Suo riscontro, le porgo i miei più cordiali saluti.
    Galatea.

  5. 26/04/2014 11:33 am

    Dissento. Non è per nulla esatto dire che “Merdasmo, Red. Caz., Pardipal etc.” hanno “il culo al posto della faccia”. Risponde piuttosto a verità che essi hanno la faccia come il culo, il quale rimane tranquillamente al suo posto.

    • E' legittimo dissentire permalink
      26/04/2014 10:37 pm

      Se hai fatto caso, né teddy, né Pardipal, né Merdasmo etc. hanno il coraggio di mostrare in pubblico la loro faccia. In fondo tra il loro culo e la loro faccia, che differenza c’è?

      • 28/04/2014 7:38 pm

        Su questo invece non ho proprio nulla da obiettare. Dicevo che loro hanno la faccia COME il culo. Preciso ora: COME il loro, di culo, ovviamente e purtroppo per loro. Ce l’avessero come il culo di gente normale e pacifica per loro sarebbe uno zucchero. Ma il fatto è che loro non sono gente normale e pacifica: sono tropstronzi, non so se mi spiego. E’ per questo che allora il nostro lato caritatevole ci impone quasi quasi di pensare che la loro ritrosia a mostrasi può essere interpretata persino come una sorta di sano pudore. Sì, siamo caritatevoli, certo: noi semper pepercimus, parcimus et parcemus subiectis. Per quanto non ci dispiaccia nemmeno e anzi sia obiettivamente più gustoso debellare superbos, praesertim cum miserabiles.

  6. Bruciori di culo permalink
    26/04/2014 9:19 pm

    Merdasmo: Medita torvo come fare a tacciarci di mancare di metodo storico, senza però compromettersi sui contenuti. Le suggeriamo una via di uscita, sig.Train: ci declini le date e luoghi di nascita e morte di Calvino e Spinoza.
    Ah: non dimentichi di specificare che il sig.Spinoza era un filosofo ebreo.

    Che fu espulso per motivi religiosi dalla comunità ebraica di Amsterdam, sig. Merdasmo.
    S’informi meglio la prossima volta e non sia superficiale come al suo solito.

    Ecco il testo, preso ovviamente da wikipedia: I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e del comportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattiva strada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresie che egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciuto colpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito (enhermado) e separato dalla Nazione d’Israele in conseguenza della scomunica (cherem) che pronunciamo adesso nei termini che seguono:
    Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti i nostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamo Baruch Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel libro della Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella n. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.

  7. 28/04/2014 7:57 pm

    Ehi, ragazzi: avete visto di là dai tropstronzi come da alcuni giorni i lazzaroni siano arsi da una sorta di fuoco politico-elettorale? Dichiarazioni di voto, controdichiarazioni, “analisi” (!!!), Renzi-sì, Renzi-no, euro-sì ma più spesso euro-no, ecc.. E come se la tirano, che arie si danno nel dar libero sfogo a questa furia! Tutto come se il percolato di quella latrina incontrasse o fosse in grado di incontrare un pur pallido interesse da parte di chicchessia, ricomprendendo anche la maggior parte dei tropstronzi nel predetto chicchessia.
    Quel che fa poi particolarmente, ma pacatamente e pur sempre caritatevolmente sorridere è la notoria circostanza che siano proprio loro a parlare ripetutamente – senza alcun senso del ridicolo, nella completa ignoranza dell’autoironia, al punto di non sentire almeno la coda di paglia – di scritti “al di sopra del proprio culo”. Ma per carità: che continuino. Sapremo così e ci conforteremo di sapere che c’è sempre un luogo dove poter risollevare lo spirito, tanto ferocemente provato dai nostri tempi.

  8. Lo spirito di patata permalink
    29/04/2014 9:16 am

    Merdasmo: E, per risollevargli lo spirito, chiami anche il sig.Di Pietro.

    Anche noi vogliamo venirle incontro, per risollevarle lo spirito, chiameremo il sig. Oscar Giannino.

    Rinfreschiamo la memoria al sior Merdasmo
    12/03/2013 10:13 pm
    febbraio 11, 2013 a 2:09 pm

    frine

    Votiamo Giannino!

    Risposta
    .

    febbraio 11, 2013 a 3:41 pm

    Erasmo [Merdasmo,n.d.r.]

    Saggia idea.

    A proposito, sig. Merdasmo, quanti voti prese Oscar Giannino alle ultime elezioni in tutta Italia, se si contano anche il suo e quello dell’immensa sig. Supervisora?

    • 29/04/2014 10:42 am

      Giannino era il suo idolo. Scrivendone tutte le fibre ardeano e avvampavano, a Erasmuccio. Nell’aia maleolente della fattoria tropstronzica poi, oche, conigli e suini che d’uso pendevano dai suoi sfinteri non esitarono minimamente a formare un corteo al suo seguito, dove i solleciti osanna si sprecavano per Oscarin Faccia-di-Pube, il messia – finalmente – del liberalismo più distillato. Poi si seppe quel che si seppe. Ma il Pierspicuo, invece di andarsi a nascondere nel più buio e profondo dei buchi di culo, pensò bene di negare la realtà, di sfuggirne. Al punto che da allora, invece di darsi dello stronzo fessacchiotto ogni volta che incontra uno specchio, attribuisce agli altri (non mi soffermerò ancora una volta sulla circostanza, ma sì, si tratta sempre della sua famosa sindrome proiettiva) le proprie disavventure di maldestro Tartarin della politica, come del resto usa fare con ogni altro genere di inciampo. E infatti a me, che Oscarino ce l’ho avuto sempre sulla punta del gozzo, non trova di meglio che rinfacciare di aver parteggiato con altrettanta enfasi, se non per Oscarino, almeno per Di Pietro. E vabbè, glielo scrivo per l’ultima volta: lui trovi una sola mia dichiarazione di voto per Di Pietro e io non mancherò di rispondergli su che fine egli abbia fatto.
      Per quanto riguarda lui, però, le sue patetiche lettere d’amore per Giannino circolano a Porta Portese e a Portobello ormai un tanto al mazzo, per cui la sua di risposta è da un pezzo che ce la deve senza se e senza ma: ahò, Pierspì, che fine ha fatto il tuo amato Oscarin Faccia-di-Pube?

      • Quel gesuita di Pardipal permalink
        29/04/2014 3:42 pm

        Pardipal: Topo, perché gode a fare sempre la figura del fesso? Lei il sig. Di Pietro l’ha votato e l’ha pure difeso convintamente dopo che era già andato al potere. Giannino non abbiamo potuto votarlo, perché si è impallinato da solo prima. Peraltro, tra il millantare un titolo di studio e comprare una mercedes con contanti in una scatola da scarpe o comprare proprietà immobiliari con i soldi del partito – tutto mentre si è eletti in quanto paladini della giustizia – c’è un abisso. Perché confronta due cose che non sono confrontabili?

  9. Le ultime parole famose permalink
    29/04/2014 6:59 pm

    Merdasmo: Il sig.Giannino ha fatto un figurone. A parte che si è confermato l’unico in palla sui problemi economici, ha detto una fondamentale verità: con i grillini in giro, non è possibile governare avendo una maggioranza risicata: perché staranno lì, nell’aula, e chiederanno continuamente la verifica del numero legale. Perciò, la cosa più sensata sarà tornare alle elezioni con regole diverse.

    Penso che la cosa più sensata sia di puntare non già alla governabilità a tutti i costi, ma all’implosione del sistema. E’ possibile che riusciamo a arrivarci presto. Finora ho pensato che ci saremmo rivisti nel 2015, ma forse ero pessimista.

  10. Merdasmo smentisce Pardipal permalink
    29/04/2014 7:28 pm

    Pardipal: Giannino non abbiamo potuto votarlo, perché si è impallinato da solo prima.

    Ne è sicuro? Legga questa dichiarazione di voto apparsa su http://topgonzo.wordpress.com/2013/02/19/voto-per-lingovernabilita/#more-13218

    Merdasmo: Pertanto, è assai probabile che alla camera io voti per Giannino, anche se non ha il master di Chicago. E che al Senato, abitando in Lombardia, voti centro-destra, e, più specificamente, per la Lega.

    Vota per la Lega e poi s’incazza se lo chiamano fascio-leghista.

  11. 29/04/2014 9:24 pm

    Ma sì, se proprio vogliono seppellire nella merda la loro fama, cercheremo di aiutarli. Chissà che non ne cresca presto qualche saporito ortaggio, una bella fratta di asparagi selvatici o, pazientando fino all’autunno, una bella famigliola di chiodini coprofagi.

    1) Invece di tacere, suo dovere naturale, Pardipalle parla: “Giannino non abbiamo potuto votarlo, perché si è impallinato da solo prima.”. Orbene, a parte l’imbarazzante smentita scolpita nel granito da Erasmo oltre 14 mesi orsono, confesso di riprendermi solo ora dalle convulse risate di cui sono stato preda per lunghi minuti dal momento in cui ho letto quel “si è impallinato da solo”. Da solo? Cioè cosa? Intende dire che il tizio si è rovinato da solo quando – era piccolo allora Oscarin Faccia-di-Pube – decise che avrebbe dedicato la sua vita alla truffa, al millantato credito e all’abuso di titoli? E’ questo che il buon Pardy chiama “impallinarsi da solo”? In altri termini, lui pensa che nella politica italiana di oggi bisogna essere degli autolesionisti, anzi autoimpallinatori, per ricorrere alla menzogna e alla truffa per fare strada. Tenero, il Pardy, a lui l’idea che Oscarin Faccia-di-Pube sia stato – suo malgrado e non certo per la sua gioia – còrto a magnà ll’uva da qualche nostro residuo di giornalismo professionale non lo sfiora nemmeno. Oppure no, oppure è tutto il contrario. Forse Pardipalle è solo una delle tante anime nere che da anni va vieppiù popolando questo paese e giudica quindi “impallinarsi da solo” non già la commissione del reato, o almeno dell’inganno, ma il farsi beccare. Che eroe del nostro tempo, che tempra di integerrimo sferzator di costumi, il nostro Pardy. Sebbene non direi che la nostra classe politica deficiti granché di figuri del genere.

    2) Sempre secondo Pardy, io Di Pietro l’avrei votato (contrariamente a quanto avrebbe fatto lui con Oscarino, sia pure soltanto per intervenuto scandalo). Lo sa lui che ho votato Di Pietro e proprio in questa sua convinzione sta la sua proverbiale fessaggine. Dove, quando, quanto, come? Le prove, please. Come ho già richiesto al mio amico Pierspicuo: dove sarebbero, Pardy caro, le mie dichiarazioni di voto per Di Pietro? Chiare, limpide, inconfondibili, qui sul tavolo, come l’olio Sasso e come i peana per il messia Oscarino vergati da Merdasmo e dal corteo di oche, conigli e maiali che usano pendere dai suoi sfinteri (il suo organo di espressione).

    3) Mi pare di vederli, i tropstronzi, messi all’opera da Merdasmo, nella spasmodica ricerca, all’interno dei loro famosi archivi, di quanto richiedo loro. Ne rido al solo pensiero, anche perché so benissimo quanto indarno sia la loro solerzia. Io, dichiarazioni di voto personali non ne ho mai fatte, tanto meno petto a loro, anche fuori dal web, perché è da trent’anni che sopporto molto male la sempre più montante personalizzazione della politica, contrariamente ai tropstronzi, alla perenne ricerca dell’uomo della Provvidenza o dell’unto del Signore in grado di mettere qualche frase fatta nelle loro zucche vuote. Una piccola eccezione è forse quella della Bonino, che ebbe la mia espressa preferenza quando nel 2010 si battè invano contro la banda Fiorito-Polverini. E ora so già che Pierspicuo mi attaccherà molto per questa cosetta: ricordo cosa lui diceva allora e dice ancora della Bonino, e per il duo Fiorito-Polverini ha evidentemente sempre provato e prova ancora un gran trasporto. Nonostante anche loro, come dice Pardipalle, “si siano impallinati da soli”, quando decisero di essere dei ladroni, inetti a tutto il resto, figurarsi alla politica. Oppure quando si fecero scoprire, sebbene nel frattempo fossero riusciti a depredarci un bel po’ di pubblico denaro, diversamente da Oscarin Faccia-di-Pube, che si fece beccare ben prima di riuscire ad allungare la mano.

  12. 29/04/2014 9:33 pm

    Vorrei qui ricordare amichevolmente al sig. Parsifal, a proposito del suo commento qui sopra riportato, cos’è il reato di diffamazione:

    “Art. 595 Codice Penale. Diffamazione.

    Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito [c.p. 598] con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032 (1) (2).

    Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065 .

    Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699] (5), la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 (6).

    Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate [c.p. 29, 64] .

    (1) La multa risulta così aumentata, da ultimo, ai sensi dell’art. 113, L. 24 novembre 1981, n. 689, che modifica il sistema penale. Al reato previsto in questo comma si applica, ora, la pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582 o la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da dieci giorni a tre mesi, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 52, comma 2, lettera a), D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274. (Tale disposizione si applica a decorrere dal 2 gennaio 2002, ai sensi di quanto disposto dall’art. 65 dello stesso D.Lgs. n. 274 del 2000, come modificato dall’art. 1, D.L. 2 aprile 2001, n. 91, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, L. 3 maggio 2001, n. 163).”

    • L'odioso moralismo dei topgonzi permalink
      30/04/2014 7:07 am

      I topgonzi hanno sempre adottato il criterio dei due pesi e delle due misure; lo prova il caso Oscar Giannino che funge, in questo caso, da cartina di tornasole del moralismo topgonzico.
      Oscar Giannino, brillante giornalista economico amato da Merdasmo e dall’immensa statalista Supervisora per le sue teorie ultraliberiste, fu costretto ad ammettere in pubblico di avere millantato. La scandalo fu enorme, si capì che la carriera politica di Giannino finì prima ancora di cominciare. Cosa fece il Merdasmo quando su tutti i giornali esplose l’affaire Giannino? Scrisse questo frase ambigua: è assai probabile che alla camera io voti per Giannino, anche se non ha il master di Chicago.

      Anche se non ha il Master di Chicago, come ha scritto Merdasmo, un elettore intransigente come lui, nemico giurato degli statalisti (se si escludono le immense o i docenti antimodello dalle discutibili competenze educative) perché sono, come diceva un ex Ministro della Repubblica, dei fannulloni, vota per uno che ha ammesso pubblicamente di avere falsificato il suo curriculum. Per quale motivo Merdasmo è diventato così indulgente con uno che ha raccontato frottole agli italiani? Perché precedentemente si era espresso così: Il sig.Giannino ha fatto un figurone. A parte che si è confermato l’unico in palla sui problemi economici, ha detto una fondamentale verità…
      Già, ha fatto un figurone, e l’ha fatto anche lei il figurone dopo la sua dichiarazione di voto. Forse sarebbe stato più onesto ammettere in pubblico di avere sbagliato, sig. Merdasmo, invece di fare la figura del fesso insieme a quella della sua cara amica supervisora che crede a tutte le fregnacce che le racconta. Si sarà illuso, signor Merdasmo che il tempo è galantuomo, che tutti si sarebbero scordati del suo incidente di percorso, che lei avrebbe potuto rifarsi una verginità politica e che avrebbe continuato dall’alto della sua supponenza e dal pulpito del suo blog fogna le sue battaglie moralistiche contro gli odiati statalisti.

      • L'odioso moralismo dei topgonzi (L'immensa Supervisora di questa cippa) permalink
        30/04/2014 7:41 am

        Ecco un altro passo, stavolta dell’Immensa. C’è da rimanere basiti: Devo, però, dire che, in questa vicenda, quello che mi è piaciuto meno di tutti è stato Zingales che ha fatto la grande rivelazione a pochi giorni dalle elezioni; il progetto del partito rimane valido e non sarebbe stato minimamente inficiato dalla mancanza dei titoli accademici di Giannino: poteva aspettare dopo le elezioni e, allora, invitare Giannino alle dimissioni, ove fosse stato eletto.

        Morale della favola: “Chi fa la spia non è figlio di Maria, ma è figlio di Zingales.” Forse al suo posto, l’immensa avrebbe preferito un candidato omertoso invece di averne uno che ha denunciato il millantato credito.

      • 30/04/2014 6:15 pm

        Provo a risponderti. Tu chiedi: “Per quale motivo Merdasmo è diventato così indulgente con uno che ha raccontato frottole agli italiani?”.
        Io innanzitutto ipotizzerei che indulgente in quel senso Merdasmo non lo sia diventato, ma che lo sia sempre stato. E in tale ipotesi si profila allora la soluzione più semplice al tuo interrogativo, e cioè: lui è indulgente coi farabutti perché il “raccontar frottole” e il giocare sporco sono proprio i caratteri che un’anima nera del genere di Merdasmo ammira di più in un uomo di successo, e ancor più se trattasi di uomo politico. Oscarin Faccia-di-Pube incarna insomma il leader ideale di Merdasmo. E non è certo il primo abbindolafessi idolatrato dal nostro: negli ultimi decenni ci sono stati Andreotti, Nixon, Pinochet, Reagan, la Thatcher, Craxi, Cossiga, Bossi, Berlusconi, Napolitano, ecc. (ora parrebbe interessato a Renzi, detto Fighetta I).

        PS. Secondo me, detto en passant, su Merdasmo esercitava ed esercita ancora oggi il suo bravo appeal quell’altro cazzaro – nel senso di fregnacciaro faccia di culo – di Crosetto. Anche lui, grazie ai tanti fessi merdasmici che razzolano in questo paese, sta ancora saldamente sul pulpito. Di lassù, lui, fino a ieri sottosegretario di Berlusconi, assieme alla Meloni, fino a ieri Ministro di Berlusconi, sbraita ferocemente contro il vecchiume politico, contro l’euro e contro l’Europa degli inganni. Un santo, insomma, per Merdasmo e Frigne.

  13. L'omofobia dei topgonzi permalink
    01/05/2014 7:48 am

    e di alcuni fiancheggiatori [uno di loro è un nostalgico del Cavalier Benito Mussolini e del Maresciallo Petain] che hanno invocato la censura contro il romanzo di Melania Mazzucco intitolato Sei come sei…

    Questi Soloni sono dei nostalgici dell’Indice proibito dei libri*, sempre pronti ad indignarsi per la lettura di un passo scabroso, magari senza aver letto il libro per intero.

    Se dovessero proibire di leggere il libro della Mazzucco nelle scuole, allora stesso destino dovrebbero subire anche i libri di Pier Vittorio Tondelli, quelli di Pier Paolo Pasolini, quelli di Rossana Campo (ma si sa, l’omosessualità femminile non fa scandalo quanto quella maschile). Non parliamo poi del Satyricon di Petronio con la storia d’amore tra Encolpio e Gitone… Questa letteratura degenerata dovrebbe essere bandita per sempre dalle scuole del Regno.

    http://topgonzo.wordpress.com/2014/04/30/dalla-nostra-collezione-darte/

    In prima linea i militanti di Forza Nuova
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/04/28/news/giulio_cesare_protesta_omofoba_nel_liceo_romano-84689517/

    *Per la gioia dei topgonzi diamo un link tratto da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_dei_libri_proibiti

    • 01/05/2014 11:29 am

      I tropstronzi, noti cianciafuffe, leggono pochino assai, si sa. A scuola – quando ci andavano – passavano il più del tempo a fumare al cesso. E’ allora oltremodo agevole comprendere perché essi ignorino che, come ricordato qui sopra, la letteratura erotica di ogni specie e gusto, quella di Ovidio, Petronio, Boccaccio, Aretino, De Sade, Cleland, Casanova, Baffo, Lawrence, D’Annunzio, E. M. Forster, Musil, Miller, Yourcenar, Pasolini, Tondelli e oramai anche Busi, a scuola c’è entrata da un pezzo.

      Quanto alla televisione, anche solo quella generalista degli show e degli chef, quella guardata per ore dai lor figli, quella monopolizzata da troie e froci (come dicono loro), a quella i tropstronzi non ci fanno caso. E che sono Pasquale loro? Lì si tratta di denaro, mica di educazione. Se però un pubblico (!!!) docente si azzarda a leggere ai suoi alunni, 16-18enni, un passo di una storia omosessuale (dove non si vede cos’altro attendersi fuori dai cazzi duri e nodosi), lo stracciar di vesti delle sagrestie si intona subito – al fa sovracuto – con le grida scandalizzate delle latrine tropstronziche.

      Insomma, ad onta della loro ottusità i tropstronzi, non si astengono dal farsi le loro – per così dire – idee. Senza leggere un cazzo, senza un grammo di consapevolezza, ma se le fanno. A loro bastano qualche titolo di giornale, le levate di scudi dei nazi-fascisti, ultimi defensores fidei sopravvissuti in questo mondo contorto, e gli alti lai dei soliti bacchettoni di ogni secolo, nelle cui fila non mancano mai di farsi notare. Naturalmente, il moralismo cui danno ad intendere di abbarbicarsi in ogni anfratto della loro esistenza, in realtà, vale solo e in modo ferreo per gli altri. Mica per loro.

      • Er riccetto permalink
        01/05/2014 12:45 pm

        E dire che Merdasmo si è sempre spacciato per il maggiore studioso italiano di Pier Paolo Pasolini…

  14. L'ira funesta di red.caz.one permalink
    01/05/2014 1:25 pm

    Ebbasta con questa di Pasquale! Se c’è una cosa mediocre di Totò è questa, e tu non perdi occasione di citarla. Non capisci veramente una mazza, Topo.

    Prima di parlare di Totò si sciacqui la bocca, belinone che non è altro.

  15. L'insanabile odio di red. caz. one permalink
    02/05/2014 4:39 am

    Oggetto: I poliziotti riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Francesco Aldrovandi

    Sono d’accordo, ma devo correggerLa, ex collega, sia pure molto parzialmente. Licenziarli tutti, ma sempre cominciando dal sig. Train.

    Tra tutte le mascalzonate commesse dai topgonzi, non ci saremmo mai aspettati che sarebbero stati capaci di utilizzare persino la calunnia come strumento di offesa personale. Si è arrivati al punto che un tizio, oggetto di continue contumelie fatte da due maniaci, venga paragonato a dei poliziotti assassini che sono stati riconosciuti tali da un regolare processo.

    Si legga cosa ha scritto qualche commento fa il titolare del presente blog sul reato di diffamazione a mezzo stampa il cui testo ha fatto spaventare a morte quel cuore di leone di Pardipal. Noi non vorremmo essere al posto del red. caz.one perché in questo caso, oltre alla diffamazione a mezzo stampa, che è pur sempre un reato, si arrivi all’aggravante che sarebbe il reato di calunnia, la quale, tra tutti i reati commessi da costoro, è sicuramente quella più infame.

  16. La mamma dei cretini è sempre incinta permalink
    02/05/2014 6:50 am

    http://topgonzo.wordpress.com/2014/05/02/quando-il-pompino-divide/

  17. 02/05/2014 12:00 pm

    Anche volendo essere sarcastici, “studioso” mi pare parola grossa. Vero è che, in effetti, a Merdasmo non spiace sproloquiare di tanto in tanto su Pasolini. Sempre con un certo pudore, però, una certa qual non confessata remora, un guinzaglio che gli strozza un po il collo. Coma a dire: “Guardate che io ne parlo perché dicono tutti che è stato un grande artista e una grande mente, autore di analisi profonde della società moderna, della politica e della letteratura. Mica perché era frocio.”, con ciò intendendo mettere prepotentemente il cappello, senza però rischiare deprecabili malintesi, su un intellettuale e un poeta che effettivamente, a sentir dire in giro, rappresenta quanto di meglio ha espresso il Paese nella seconda metà del ‘900. Cosa che del resto oggi (graziaddìo) solo un cretino – anche fra quanti non abbiano capito o condiviso un cazzo di Pasolini – si azzarderebbe a negare.

    In realtà, intimamente, Merdasmo la grandezza di Pasolini non è assolutamente in grado di coglierla, figurarsi di ammetterla. E l’arte e le tesi di Pasolini sono semplicemente antitetiche alla mentalità di un fascistello da ottomane e telefoni bianchi del piccolo calibro di Merdasmo. Costui (al pari dei suoi sodali, escluso direi il solo Teddy), intellettualmente parlando, è uno di quelli che quando lo ritrovarono spiaccicato in terra, all’Idroscalo, non riuscirono a frenare un assottigliamento di labbra – ehehehè – e con esso un moto di qualcosa di viscerale, qualcosa che che non era affatto, ma che Merdasmo fraintese e continua a fraintendere come “ironia” e che noi sappiamo essere solo una miserabile grossolanità da sala corse. Questo thread
    http://topgonzo.wordpress.com/2014/04/30/dalla-nostra-collezione-darte/#comments
    sta tutto intero lì a chiarire a tutti quanto ciò sia realtà obiettiva e non faziosa impressione.

  18. Un episodio di bullismo scolastico permalink
    02/05/2014 4:45 pm

    raccontato da Merdasmo: E non parliamo dei difetti fisici, veri o presunti. La stessa debolezza fisica, o minore aggressività, è all’origine non solo di sfottò, ma anche di violenze. Quando ero al liceo, c’era un ragazzo che ogni giorno prendeva una pacca sui coglioni. Era una cosa anche comica, oltre che tragica. Il disgraziato girava perennemente con una mano a protezione del pacco. Ma sempre, invariabilmente, uno del gruppo dei picchiatori lo beccava nel momento di distrazione.

    Non è uno scherzo, l’autore che parla di uno squallido atto di bullismo nei confronti di uno studente è proprio lui.

    E la violenza verbale dei topgonzi o la vostra pretesa aggressività nei confronti di coloro che considerati fessi da dove deriva? Dare del segaiolo a qualcuno non è come dare un pugno nei coglioni? Oppure, dire a tizio che è racchio sfigato non è un accanimento contro un presunto difetto fisico? Bravo Merdasmo, continui a predicare bene e a razzolare male nessuno le leverà il premio di cyber bullo dell’anno.

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