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Da Jazztrain riceviamo e volentieri pubblichiamo: Speak no evil

26/08/2014
by

 

 

tropstronzi

 

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8 commenti leave one →
  1. jazztrain1 permalink
    26/08/2014 4:30 pm

    Invece di copiare ed incollare arbitrariamente il mio commento, testé pubblicato nel blog di Malvino, perché queste belle parole anche se un po’ untuose, non le va a dire anche nel blog del più famoso Dottor Luigi Castaldi? Sappiamo che lei, da quando è diventato uno dei tanti commentatori del famoso blogger campano, ha improvvisamente cambiato atteggiamento nei suoi confronti: prima era un suo mortale nemico (Dottor Malvone, ricorda?), ora da quando lei ha carta bianca, permettendosi di dare lezioni di netiquette in casa d’altri, non lo molesta più.

    Addendum come scrive un mio caro amico, provate a manipolare questo commento se ne avete il coraggio. Farete uno sforzo inutile: apparirà per intero altrove.

    Ratti avvisati, ratti salvati.

    Se si eccettua una piccola variante, questo commento è apparso per intero nel blog di fognolandia. Vogliamo vedere se avranno il coraggio di manipolarlo per farne strame. Se dovessero farlo noi copieremo ed incolleremo il frutto delle loro misere manipolazioni.

  2. Grandissimi bruciori di culo permalink
    26/08/2014 9:11 pm

    Red.Caz.One: Sig. Train, questa foto che Lei ha deciso di mandarci rimarrà qui per un tempo determinato deciso dalla redazione. Non vogliamo provocare la fuga delle pochissime lettrici che ci seguono. Sarà tolta prima o dopo, come Lei preferisce, se si scuserà con le persone cui Lei deve solo rispetto stima e sottomissione.

    Anche noi abbiamo ricevuto parecchie foto del nostro canuto panzone ligustico, non le pubblichiamo perché abbiamo grande rispetto per i nostri lettori e soprattutto per le nostre lettrici.

    Si leggano questi vecchi link; chi è causa del suo mal pianga se stesso: http://topgonzo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1424802

    http://topgonzodevemorire.ilcannocchiale.it/2007/03/31/quando_i_cacafessi_perdono_luc.html

  3. La crassa ignoranza di Merdasmo permalink
    28/08/2014 12:55 am

    Il sionismo è diverso dal risorgimento, perché il sionismo è un movimento di popolo, il risorgimento di élite

    Una affermazione discutibilissima che si basa su un’opinione talmente generica che non ha alcuna fondazione scientifica. Lasciamo perdere il sionismo, non abbiamo voglia di analizzare una ideologia politica che non ha nulla a che vedere con la tradizione ebraico-italiana*. Analizziamo, invece, cosa intende l’Erasmo con “Il risorgimento movimento di élite”. Più volte abbiamo notato che Erasmo ha delle conoscenze modeste per quanto riguarda i fatti storici, completamente nulle per quanto riguarda la storiografia.

    Negli ultimi decenni, dopo la pubblicazione dei Quaderni dal Carcere di Antonio Gramsci, si è sviluppato un acceso dibattito su alcune riflessioni fatte in particolare su quei quaderni dedicati al risorgimento italiano, scritti da uno dei fondatori del Partito Comunista d’Italia, aventi come oggetto l’analisi del ruolo delle classi dirigenti durante il periodo del risorgimento italiano. La tesi di Gramsci, per certi versi affascinante, si basa sostanzialmente sulle lotte politiche che lo stesso Gramsci fece nel periodo del biennio rosso 81919-1920) quando furono occupate le fabbriche dagli operai (soviettizzazione della FIAT) e le terre dei contadini perché quest’ultimi reclamavano le promesse non mantenute dei governi liberali di dare le terre dopo la fine della guerra. Secondo Gramsci, il Partito D’Azione non fu in grado di esercitare la sua egemonia politica sulle classi più deboli perché non volle mai occuparsi seriamente della “quistione agraria” (uno dei cavalli di battaglia del movimento bracciantile dopo la fine della prima guerra mondiale). Se il Partito D’Azione non si fosse appiattito sulle posizione dei liberali moderati e in particolare di Cavour, abbandonando al suo destino la riforma agraria e le masse contadine, il risorgimento non sarebbe diventato un movimento elitario e l’unificazione nazionale non sarebbe stata diretta da una minoranza liberal moderata coadiuvata dai democratici mazziniani e garibaldini.

    Tesi nettamente rifiutata dal Romeo; infatti, lo storico siciliano, nel suo capolavoro Il Risorgimento in Sicilia, contesta aspramente la tesi gramsciana perché, non esistevano i presupposti storici per una rivoluzione agraria che avrebbe impedito la formazione di capitali e avrebbe spazzato via l’emergente borghesia, compresa quella settentrionale che sicuramente era la più avanzata della penisola. Dopo il processo di unificazione, sempre secondo Romeo, sarebbe nata la moderna industria italiana; simile fenomeno non si sarebbe potuto verificare se non ci fosse stata l’unione dei vecchi stati italiani il cui equilibrio politico (se si eccettuano le lotte per le potenze straniere per stabilirne le zone d’influenza risalgono alla Pace di Lodi del 1454). Per questo motivo la borghesia italiana da quella cavouriana sino a quella del Partito D’Azione non avrebbe mai potuto approvare una riforma agraria come avrebbe voluto il leninista Gramsci e per questo motivo Romeo sostiene che il risorgimento italiano non poteva massificarsi come avrebbe voluto Gramsci.

    Non pretendiamo che Erasmo conosca a menadito i processi storici e il dibattito scaturito dai Quaderni dal Carcere e dal Risorgimento in Sicilia; eviti di dare risposte banali ad un fenomeno complesso come il risorgimento italiano, stranamente poco studiato dagli storici moderni e contemporanei.

    * Sarebbe interessante parlare del ruolo importantissimo che hanno avuto gli ebrei italiani nel nostro risorgimento, l’argomento è affascinante, ma questo non ci pare il luogo adatto per approfondire simile tema.

    Un dato è certo: i sionisti all’amatriciana non se la pongono nemmeno la questione.

  4. La crassa ignoranza di Merdasmo (il quesito di Merdasmo) permalink
    28/08/2014 1:06 am

    …esiste il popolo italiano?

    Se vogliamo prescindere dai temi romantici sull’Italia unita (patria, religione, lingua etc.), è strano che costui si ponga una domanda talmente stupida da far cadere le braccia.

    Da mille anni esiste una lingua italiana, una tradizione letteraria che va da Dante sino a Montale, una tradizione filosofica e scientifica (Galileo Galilei tanto per fare un nome), per non parlare di quella musicale e in particolare mi riferisco al melodramma verdiano (Verdi, il cui acronimo è Vittorio Emanuele Re d’Italia). Questa tradizione non è nata dal nulla, non è circoscritta in alcune zone della penisola; è espressione di una cultura secolare che ha influenzato profondamente il resto del mondo. Simile cultura non può che essere espressione del popolo italiano rappresentato dai suoi massimi scrittori, artisti e musicisti.

    Pertanto, che cazzo di domande fa questo idiota di Merdasmo?

    • 03/09/2014 6:31 pm

      Quello italiano è a mio modo di vedere il popolo più omogeneo d’Europa, cioè del mondo occidentale. Agli aspetti positivi, certamente importanti, aggiungerei però i preponderanti caratteri deteriori, molto più efficaci, nell’accomunarci, delle omogeneità che ci vengono dalla cultura e dal folclore. Mi riferisco, per dirne una, alle mentalità particolaristiche di guicciardiniana memoria, diffuse come null’altro da Lampedusa ad Aosta e del tutto antitetiche, per esempio, al calvinismo socio-economico che connota larghe parti delle società europee. All’immaturità – è il termine giusto, secondo me – sociale e politica che ci rende insofferenti ad ogni regola prima ancora che alla politica. All’intendere quest’ultima – non importa se in Alto Adige o in Sicilia – come l’attività, furba e sagace, di procurare privilegi alla propria parte, al proprio elettorato e al proprio territorio, per quanto ristretti siano. Al concepire la comunità e lo stato come entità che, di riffa o di raffa, devono darti tutto quando tutto ti manca, mentre non devono chiederti nulla quanto tutto hai.

      • Il carattere degli italiani permalink
        06/09/2014 11:59 am

        Questo qui, caro TG, è uno che spara cazzate a tutto spiano. Dice che non esiste un popolo e una cultura italiana per giustificare le sue simpatie leghiste. Un povero imbelle.

  5. Un miasmo merdasmano permalink
    01/09/2014 7:11 am

    Secondo me,ex collega, il sig.Train non ci chiederà di toglierla, perché è pur sempre la sua foto migliore.

    Signor Erasmo, invece di fare del sarcasmo, perché non mostra in pubblico la sua vera faccia? E’ facile sbeffeggiare rifugiandosi dietro l’anonimato. Se lei fosse un vero uomo e non un pavido, avrebbe il coraggio di postare una sua foto con la sua vera identità e con il suo vero nome e cognome. Come scriveva un grande scrittore italiano: “il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare”, nevvero signor Erasmo?

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