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Predica bene…

06/09/2014
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Red.caz.one: Io credo di poterla spiegare, questa faccenda, e non certo nel più confortante dei modi. Sono ormai 15 anni che i DS assillano gli insegnanti con richieste di “progetti”. Vi assicuro che sono al 95% puttanate che sottraggono solo tempo all’apprendimento tradizionale, di solito detto tradizionalista – e non sfugge la differenza – anche e forse soprattutto da quelli che protestano contro il sig. Renzi.

…e razzola male

 

Red.caz.one: Aggiungo che negli ultimi anni non dovevo neppure tenere i registri. I miei voti risonavano nel silenzio indiscutibili, dall’uno al dieci (parlo delle pagelle e degli scrutini finali, racchio sfigato – nel senso corrente e in quello etimologico – ma confesso che talora i miei studenti correvano in mio soccorso e mi compilavano persino i registri personali.

Della serie: “Voja de lavorà, zompame addosso!”

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18 commenti leave one →
  1. L'ignoranza di Merdasmo permalink
    06/09/2014 11:33 am

    Quanto ai tagli, poiché il 97% della spesa della scuola va in stipendi, intendiamo che quando lei parla di “tagli per la didattica” parli di sue (frustrate) aspirazioni a guadagnare di più. Ci consenta di essere in disaccordo, visto che chi paga siamo noi.

    Questa è una grandissima balla determinata dalla sua crassa ignoranza; per tagli ci si riferiva alle ore curriculari per disciplina, per cui, diminuendo il numero di ore curriculari per materia, aumentano il numero di classi. Provo a farle un esempio banale: se le ore di Italiano prima della riforma Gelmini da 6 passano a 4, significa che due ore sono state tolte a chi insegna questa disciplina e il docente titolare è costretto a completare le rimanenti con un’altra classe. Prima della nefasta riforma, a chi aveva 6 ore bastavano tre classi per fare cattedra, adesso con 4 ore ce ne vogliono 5 e due classi in più non sono poche. Lei parla senza cognizione di causa, si astenga dal parlare di scuola per cortesia, se non vuole fare brutta figura e non ci annoi più con la storia degli emolumenti che è un’altra scemenza detta dall’ex Ministro Gelmini.

    Le ricordo, inoltre, che “le frustrate aspirazioni” a guadagnare di più le aveva il suo caro compare di merende che non ha fatto altro che lamentarsi dalle origini dell’umanità perché prendeva lo stesso stipendio dei suoi colleghi.

  2. 08/09/2014 6:54 pm

    La chiosa di questo post dice tutto: era la voija de lavora’ che mancava all’infingardo miserabile, quando ci rubacchiava lo stipendio da una cattedra, cioè prima di rubacchiarci la pensione da casa sua.
    Lo si capisce lontanto un miglio, ad onta delle tirate “so-ttutto-io” e dei i giri di ciancia che il soggetto spende e spande per farci intendere chissà cos’altro. Quel che lui chiama metodo di “apprendimento tradizionale, di solito detto tradizionalista” (???) è in realtà il suo modo personalissimo di (non) assolvere ai suoi – improbi e altrimenti per lui ineseguibili – doveri di docente: non inventarsi un cazzo, attendere la mezza o l’una alla bell’e meglio, tirando avanti con un filo di gas. Di scorreggia.
    Quella di ideologizzare la propria infingardaggine è l’antico rifugio degli infingardi: è tutto inutile e sbagliato ciò che implica muovere il loro culo di bronzo.

    • Pestalozzi permalink
      08/09/2014 8:24 pm

      Non solo gli mancava la voglia di lavorare, ma non si vergogna di dire che utilizzava i suoi studenti per fare l’ordinaria amministrazione (stupidi quei ragazzi/e che si prestavano a questa ignobile forma di viscido lecchinaggio); inoltre, caro amico, costui ha ammesso con la grandissima faccia di culo che si ritrova di aver commesso dei falsi in atti pubblici.

      Che nobili esempi, che educatore eccelso, non sanno coloro che non lo hanno mai visto all’opera cosa hanno perduto da quel dì quando finalmente, andandosene in pensione, ha liberato per sempre dalla sua nefasta presenza l’istituto ove lavorava.

  3. Lo squadrismo dei topgonzi permalink
    10/09/2014 1:18 pm

    Si ringrazia il signor t. durden per averci ispirato

    Paoletta

    9 settembre 2014 at 12:16

    giovani…

    marcoz

    9 settembre 2014 at 12:17

    Non credo che sia venuto fuori un granché, da quello scatto: per esperienza personale, posso dire che le foto migliori si ottengono dopo la terza caraffa di vino (quella nell’immagine sospetto sia la prima o la seconda, vista la pietanza).

    red.caz.one

    9 settembre 2014 at 13:11

    Comunque il sig. Train sostiene di non aver pagato, e non gli crediamo sulla parola. Pare fosse ospite di un paesano e non di una paesana: se così fosse stato dovremmo sottoporlo a un’altra full immersion (nelle lezioni di acchiappo).

    myollnir

    9 settembre 2014 at 22:00

    L’avete scritto nelle lezioni? MAI la caraffa di vino della casa. Come dicono in terra albionica, “one up from the house” (cioè il più economico DOPO quello della casa)

    Il coraggioso teddy

    10 settembre 2014 at 12:22

    Con quella camicia, siamo ancora ai fondamentali. E Lei parla di “caraffe della casa”? E poi, non è detto sa? Potrebbe essere un ottimo cartizze scaraffato. La camicia, invece, no. Fa proprio schifo.

  4. Apprezziamo e pubblichiamo permalink
    10/09/2014 2:20 pm

    Una riflessione sui topgonzi apparsa nel blog merdoziano http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2014/09/08/io-jane-tu-parlato-troppo/

    Autore: Giamba

    Vi è, nei bloggers topgonzi, la disperazione esstenziale assoluta, totale e definitiva dei vecchi che hanno avuto ‘na vita de merda, sono a fine vita, e non hanno più alcuna speranza di riscattare la loro vita de merda.
    Ispirati, condizionati o per meglio dire costretti da questa disperazione esistenziale assoluta, totale e definitiva, tipica del vecchio che ha avuto ‘na vita de merda, è a fine vita e non ha più alcuna speranza di riscatto, i topgonzi esprimono in tutti i posts del loro blog http://topgonzo.wordpress.com sempre e comunque, un violento sarcasmo su tutto e su tutti, con lo scopo, non dichiarato ma assolutamente trasparente in ogni loro post, di condurre tutti gli altri alla loro stessa assoluta, totale e definitiva disperazione esistenziale, avendo come obiettivo finale l’antico “mal comune mezzo gaudio”
    Questa loro incessante, possente e quotidiana attività di diffusione della disperazione a volte raggiunge il suo obiettivo, coi cervelletti più deboli e/o già minati, come i loro, da ‘na vita de merda, e già predisposti dunque alla disperazione, nei quali instilla la loro stessa disperazione assoluta, totale e definitiva, a volte no, quando a che fare con cervelli forti e sani, che un pò li comprendono dal punto di vista umano, un pò li disprezzano, ma soprattutto li irridono e li deridono, usando opportunamente il riso come terapia e difesa nei confronti di chi, definitivamente, assolutamente e totalmente disperato, cerca di diffondere negli altri la sua disperazione.

    • 11/09/2014 10:24 am

      Che dire? Se non fossero fatti di merda, anche Giamba se li mangerebbe tutti a colazione, uno dopo l’altro, un mattino dopo l’altro, i tropstronzi.

      • Irving permalink
        12/09/2014 7:20 am

        Analisi pertinente quella di Giamba; degna risposta alla loro stupida provocazione.

  5. Le frustrazioni di red. caz.one permalink
    15/09/2014 7:30 am

    Si legga questo divertentissimo sfogo apparso su http://topgonzo.wordpress.com/2014/09/14/leggetelo-quando-avete-tempo/
    nel quale il nostro cazzone preferito, esprime tutto il suo rancore nei confronti dei suoi ex colleghi, colpevoli ai suoi occhi presentare progetti e di essere pagati più di lui.
    Il nostro red. cazzone pretende forse di essere pagato di più per avere indotto nel corso degli ultimi 20 anni i suoi studenti a trascrivere i voti e gli argomenti sul registro personale a causa della sua perenne pigrizia?

  6. .Della serie... permalink
    17/09/2014 1:57 am

    Se lo fa lui

    sig.Train

    Le mie fidanzate sono meglio.

    E’ simpaticissimo, spiritoso, divertente, raffinato, dotato di grandissimo senso dell’umorismo; fessi sono coloro che s’incazzano e che non sanno accettare questi raffinatissimi scherzi.

    Ma se subisce lo stesso trattamento che è solito riservare a coloro che considera fessi, guai a colui che osa farlo:

    Erasmo

    Occorre essere onesti. Esiste solo Cirio.

    Ecco che il nostro s’incazza come una iena. Addirittura, come in questo caso, pretende giustizia per il torto subito, chiedendo aiuto a eventuali fiancheggiatori e/o compari [in questo caso comari] di merende, non rendendosi conto di quanto è ridicolo nel supplicarli ad intervenire in suo favore.

    Desiderius [Erasmo, n.d.r.]
    Cara Frine, potresti cancellare il troll e bannarlo?
    Io d’ora in poi scrivo solo loggato.
    [sic!]

    Morale della favola: chi si diverte a sfottere il prossimo in pubblico a suo volta non si diverte se qualcuno lo sfotte utilizzando gli stessi metodi che è solito adottare con coloro che per disprezzo considera fessi; ergo: Mr.Erasmo-Desiderio di questa grandissima cippa lippa, non le hanno mai detto che lei ha una faccia di merda? No, di culo no, è stato così sfacciato che persino il suo culo prova vergogna a manifestarsi in pubblico perché anche lui, poverino, ha una sua dignità.

    • 18/09/2014 7:10 pm

      In effetti, il tizio qui
      http://lgazometro.blogspot.it/2014/09/lesson-number-twelve-pomodori-ripieni.html#comment-form
      non ne esce esattamente à plomb.
      Difetta di sportività e realismo, il ragazzo e tutto quanto uno gli possa dire, anche per il suo bene e il suo buon nome, gli va tutto in peperoncino al culo. E fa le figure che fa, il giovine.

      • 19/09/2014 1:05 pm

        Lui dell’ à plomb se ne frega, in questo momento si sente importante perché Rachele gli dà conto, lo tiene in considerazione, lo coccola come se fosse un figlio, e lui cerca di farsi bello agli occhi suoi parlando male di noi.

        Non credo che ci sia da aggiungere altro sull’infimo livello del personaggio, ormai lo hanno sgamato tutti, persino i suoi compari di merende con i quali non ha più lo stesso feeling di prima (ora cerca di farsi bello tentando di fare la mosca cocchiera di Malvino, dopo averne parlato male per anni chiamandolo dispregiativamente Malvone).

        L’unica cosa che potrei aggiungere è che ci sono dei fessi in giro che ancora danno credito a un millantatore come lui. Che ci vuoi fare, c’è gente che ama essere abbindolata dai mitomani.

      • 19/09/2014 7:45 pm

        Lui è un reietto nel perenne e annaspante tentativo di risalire a galla e di farsi accettare per ciò che non è. Conscio del suo stato di reietto, cerca contemporaneamente di rendere la pariglia al prossimo che – per l’appunto – l’ha respinto e continua a respingerlo.

  7. Oi dialogoi permalink
    19/09/2014 8:49 pm

    Per la serie Oi dialogoi, ecco l’ennesima figura di merda rimediata dal nostro red. caz.one

    red. caz.oneha detto:

    venerdì, 19 settembre 2014 alle 15:31

    Torni da noi, La prego. La tireremo un po’ alle lunghe, ci diveretiremo noi, si divertirà Lei. La mi scusi, ma mi capita quel che capita al sig. Train quando vede passare una bella f… figliola, che passa e inesorabilmente va. Lei non sia spietato, si acconenti di essere ricco.

    ricco&spietato ha detto:

    venerdì, 19 settembre 2014 alle 16:15

    ha già avuto più che il Suo, si accontenti Lei.
    (essendo qui a casa mia, posso prendermi la libertà – anzi: la licenza – di essere franco, verboso e anche un po’ spiegonico; e La prego di credere che una delle righe del mio povero risc comanda: “evita di discutere con un imbecille – potrebbe non vedersi la differenza”)

    http://riccoespietato.wordpress.com/2014/09/19/sapere-cosa-e-perche/#comments

  8. La classe non è acqua permalink
    22/09/2014 10:36 am

    Alexander Pope
    Questo blog è né carne, né pesce: si parla di musica, ma non è un blog musicale nel senso specialistico del termine; non è un blog politico, anche se in alcuni post vorrebbe emulare lo stile giornalistico degli opinionisti del Corriere della Sera; non è un blog letterario perché non fa altro che scrivere presunte stroncature di libri che trova antipatici pur non avendoli letti; non è un blog artistico, anche se, leggendola, par di capire che lei manifesti un sincero interesse per l’arte; e infine, non è nemmeno un blog anticlericale. Nel presente post assistiamo ad un’altra delle sue metamorfosi stilistico-letterarie: vorrebbe essere come Malvino avendone preso a modello la linea politica del Dottore. Ma di Malvino c’è solo uno, lei potrebbe al massimo aspirare al ruolo di mosca cocchiera del Dottor Luigi Castaldi.

    Erasmo
    22 settembre 2014 alle 08:51
    Grazie per il suo sforzo, che reputo titanico. Un testo così lungo deve lasciarla stremato, specie per il terrore di sviste grammaticali. Che, infatti, si rinvengono puntualmente verso la fine. Stia nei 140 caratteri, e avrà maggiori soddisfazioni, benché non di natura sessuale.

    Quando non si hanno argomenti, l’insulto diventa l’unica arma a disposizione per i perdenti che credono di essere vincenti. In questo momento il nostro s’illude nel suo delirio personale di avere conseguito chissà quale grande vittoria.

    La vittoria di Pirro di una mosca cocchiera.

    • 22/09/2014 11:00 am

      Lui è sempre così, lui s’attacca puntualmente alla grammatica. Se un sordomuto gli porgesse un bilgieto con su scritto: “Guarda signò che le sono cascate la palle in per terra e ora se le stà magnanno un’animale”, lui innanzitutto bacchetterebbe i suoi errori.

      • Alexander Pope permalink
        22/09/2014 12:00 pm

        Non può ammettere in pubblico che il suo blog è la brutta copia di quello di Jazztrain e di quello di Malvino. La triste verità è che lui, a differenza di Malvino o anche dello stesso Jazztrain, non ha nulla da dire.

        Non può pretendere di avere un pubblico, se scrive post insulsi, se non ha nulla d’interessante da proporre, ma esprime solo la sua inutile boria, buona per i fessi che pendono dalle sue labbra di noto millantatore.

  9. L'educazione sessuale di Red.Caz.One permalink
    22/09/2014 10:53 pm

    Il mitico cazzone ci racconta della sua formazione erotica nei primi anni 60. Squallore senza fine.

    Se mi posso permettere una divagazione scurrile, ma erotica per il sig. Train, sgorlone in genovese sarebbe scrollata (scrollâ o scrollún, per l’esattezza). Lo desumo dal fatto che nei cessi del liceo Colombo compariva di continuo, per quanto spesso i bidelli ricevessero l’ordine di cancellarla, la scritta “Attenzione, alla terza scrollata è sega!”
    Si era nei lontani anni 60, e ben prima del ’68. Secondo me era il prof. di religione che sobillava quelli dell’ultimo anno a tenere in vita il monito.

    Cominciamo a capire perché non ci sta proprio con la testa.

  10. Confronto permalink
    24/09/2014 7:16 am

    Tra volgari offese.

    23 settembre 2014 at 1:14 PM

    Erasmo

    Trattasi di asino quadrumane, sig.Sagredo. Il sig.Borges lo ha regolarmente catalogato nel suo Libro de los Seres Imaginarios, salvo espungerlo quando ha saputo che questo essere non era affatto immaginario.

    E dignitosa risposta

    jazztrain1

    Può darsi che sia come dici tu Erasmo, è sempre un tuo parere opinabile che lascia il tempo che trova perché è frutto del tuo insanabile livore e che non ha mai avuto alcun riscontro. Chi mi conosce, pensa esattamente l’opposto di quello che dici tu, nonostante la tua volgarissima campagna di odio che hai scatenato contro di me insieme a quei mentecatti dei tuoi compari di merende.

    Tu sei e rimarrai per sempre una nullità, perché sei un anonimo e non hai il coraggio di mettere la tua, vabbè chiamiamola faccia, e come tale sei e rimarrai per sempre “nuddu miscatu cu nenti.”

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